L’ arte, Milano, Parigi, gli anni Sessanta e una militanza capace di cogliere e anticipare i prodromi di un Sessantotto in divenire. E ancora: l’ amicizia, le collaborazioni, un’ esperienza politica cui approcciarsi insieme, figlia diretta dell’ impegno sociale giovanile. Il ricordo che Renzo Piano, per la seconda volta in aula dalla nomina a senatore a vita, ha di Claudio Abbado parte da mezzo secolo fa, “da quegli anni sessanta che erano anni straordinari, ancora diversi dal Sessantotto, e noi a Milano vivevamo una straordinaria stagione” dice, commosso, l’ architetto durante la commemorazione al Senato del direttore d’ orchestra scomparso tre giorni fa. “Tutto diventava musica nella sua quotidianità, tutto per me diventava architettura. Tutto era finalizzato a diventare musicista, e tuttavia c’ era quella che si chiamava allora l’ ansia del sociale: nulla era separato dalla militanza, dalla passione, dall’ idea impossibile di cambiare il mondo”. Poco prima, il presidente Grasso ha ricordato le esperienze di Abbado a L’ Avana e a Caracas, dove ha fondato orchestre giovanili e aderito al “Sistema Abreu”, il progetto di un musicista venezuelano per raccogliere bambini dalle favelas e insegnar loro a suonare. “Per questo – ribadisce Piano – lui ha sempre lavorato insieme al concetto di musica con la società, la musica come riscatto, come modo per togliere i ragazzi dalla strada. per questo ha lavorato con Abreu, per questo ogni tanto spariva e andava in Venezuela”. E poi c’è l’ orchestra Mozart, fondata a Bologna, e di recente afflitta da preoccupazioni legate a problemi economici e alla malattia del fondatore. “La Mozart è un’ invenzione straordinaria, un’ orchestra che si rinnova sempre, bisogna salvarla” ha detto Piano, ricordando i concerti organizzati a L’ Aquila dopo il terremoto (“fece una cosa straordinaria”), proprio nel piccolo auditorium in legno realizzato dall’ architetto. Infine il ricordo degli ultimi mesi, e un appello accorato alla politica. “Un giorno mi chiama e mi dice: diventiamo senatori a vita. fu un colpo per noi, non ci avevamo mai pensato, e pensavamo a come renderci utili. Claudio è sempre stato convinto che la bellezza, l’ arte, rendono le persone migliori, perché accendono nelle persone la luce della curiosità. Io sono veramente convinto che la bellezza salverà il mondo, magari salvando una persona per volta, ma lo salverà. Per questo voglio proporre a questa assemblea di far insegnare la musica nelle scuole italiane”.
(23 gen – Sis)

