IL MITO DI AUGUSTO ALLE SCUDERIE DEL QUIRINALE
Organizzata in occasione del bimillenario della morte (19 agosto 14 a.C.), la mostra “Augusto”, fino al 9 febbraio alle Scuderie del Quirinale, presenta le tappe della folgorante storia personale del figlio adottivo e pronipote di Cesare. Personaggio dotato di un eccezionale carisma e intuito politico, riuscì, laddove aveva fallito persino Cesare, a porre fine ai sanguinosi decenni di lotte interne che avevano consumato la Repubblica romana e a inaugurare una nuova stagione politica: l’Impero. La mostra, con una selezione di circa 200 opere, ha il suo fulcro visivo nelle celeberrime statue di Augusto, del Museo Nazionale Romano e dei Musei Vaticani, riunite per la prima volta insieme. Proveniente da Atene e per la prima volta in Italia, è inoltre possibile ammirare parte della statua equestre in bronzo dell’imperatore restituita dal mar Egeo. A conclusione della mostra, l’inedita ricostruzione di 11 rilievi, oggi divisi tra la Spagna e l’Ungheria, dell’edificio pubblico eretto in Campania in memoria di Augusto dopo la sua morte, e dove vi è narrato uno scontro navale della battaglia di Azio, che nel 31 a.C. mise fine alla guerra civile tra Ottaviano e Marco Antonio aprendo la strada al definitivo trionfo del princeps.
(red)
IL VIAGGIO INTERIORE DI VERONICA GAIDO
La Imago Art Gallery di Londra presenta, fino all’8 febbraio, la mostra “Atman” di Veronica Gaido. Un progetto che nasce dall’unione di due elementi fondamentali – l’acqua e l’anima -, sviluppato tra India, Bangladesh, Africa e Toscana e protagonista di una mostra itinerante che, partita a maggio da Pietrasanta e proseguita a Milano ed ora a Londra, farà tappa anche a Parigi e New Delhi. Un viaggio fisico ed interiore nel quale la fotografa milanese ricerca luoghi salvifici per liberare l’anima: da Kulna a Dhaka, da Delhi a Varanasi, da Marakkesh alle toscane Massaciuccoli e Cervaiole. Fotografa di moda, Gaido ha collaborato con i più importanti brand di moda e case editrici nazionali dai primi anni Novanta che l’hanno portano a New York e Miami. Dopo l’esperienza fotografica, Gaido ha sentito l’esigenza di esplorare nuove prospettive utilizzando un “drone” per riprese aeree dedicandosi alla creazione del video della Fondazione Henraux e Henraux che presenta alla Triennale di Milano nel 2012. Nello stesso anno, la fotografa fa parte della giuria del Premio Fondazione Henraux, presieduta da Philippe Daverio, creando il progetto “Consapevolezza della Materia” che esporrà a Paris Photo. Gaido ha inoltre realizzato nel Chiostro di Sant‘Agostino l’installazione “Ritratto e movimento” inserendo 6 monitor dove si alternano 30 ritratti di personaggi famosi come Andrea Bocelli, Zucchero, Alfonso Quaron, Thiago Alvares, Paolo Briguglia, Paolo Villaggio, Mario Botta, Jan Fabre, Ermanno Scervino , ecc. in armadi di recupero e casse di legno per esprimere “il contenuto nel contenuto”.
(PO / red)
UNA NUOVA COLLEZIONE PER IL MUSEO DIOCESANO DI MILANO
Il Museo Diocesano di Milano ospita una nuova sezione della sua collezione permanente. Si tratta di 104 disegni, donati dagli eredi di Antonio Sozzani nel 2008, per lascito testamentario. Antonio Sozzani (1918-2007), il cui nome è legato alla storia della finanza milanese per aver gestito, tra gli anni Sessanta e Settanta, alcuni dei più importanti istituti bancari, è stato un attento collezionista di dipinti, con una specifica attenzione all’Ottocento francese. E’ poi stato Giovanni Testori a consigliargli di inserire la sua passione collezionistica in un progetto rivolto all’acquisizione di importanti disegni, di cui Testori stesso, molto amico di Sozzani, si assunse la guida scientifica. La raccolta Sozzani è costituita da disegni databili dal XV al XX secolo, eseguiti da artisti principalmente italiani ma anche stranieri, soprattutto francesi. Tra questi, per la sezione antica, spiccano i nomi di Matteo Rosselli, Jacopo da Empoli, Luca Cambiaso, Bartolomeo Passarotti, Ludovico Carracci, Guercino, Elisabetta Sirani, Gian Lorenzo Bernini, Carlo Francesco Nuvolone e altri ancora. Cospicuo è anche il nucleo di disegni attribuiti a maestri dell’Ottocento francese e dell’Impressionismo, come Jacques Louis David, Jean-Auguste-Dominique Ingres, Camille Corot, Eugène Delacroix, Théodore Gericault, Gustave Courbet, Édouard Manet, Auguste Rodin, Edgar Degas, Pierre-Auguste Renoir, Camille Pisarro, Paul Gauguin, Vincent van Gogh. Per il Novecento sono presenti alcuni lavori di autori quali Lucio Fontana, Jaques Lipchitz, Marcello Dudovich, Jean Cocteau, Balthus, Toti Scialoja, Graham Sutherland.
(red)
A VENEZIA L’EROS DEI “MINITESSILI”
Dopo il recente intervento di restauro che ha completamente rinnovato il layout espositivo di Palazzo Mocenigo a Venezia, il museo si apre con curiosità alle “contaminazioni” del contemporaneo. E’ il caso delle suggestive creazioni di Miniartextil. La trama e il tessuto si incontrano in preziosi piccoli manufatti che sono il segno di una creatività in continua evoluzione. Sono i “minitessili” – opere che non superano i 20 cm di lato – straordinarie espressioni artistiche che intrecciano fantasia, abilità e autoironia e diventano una sorta di preziosa icona. La rassegna, che propone fino al 14 febbraio anche installazioni di grande formato, si focalizza sul tema dell’eros, fonte di molteplici interpretazioni da parte degli artisti, tra la ricerca di una dimensione onirica e la realtà. L’amore in tutte le sue “forme” pervade le opere in mostra, contraddistinte dall’imperante utilizzo dei colori bianco e rosso. Accanto ai 54 minitessili selezionati il pubblico ammira l’installazione Life dell’artista giapponese Keiichi Nagasawa.
(red)
IL TESORO DI S. GENNARO ESCE DA NAPOLI
Roma, a Palazzo Sciarra, fino al 16 febbraio, ospita per la prima volta fuori di Napoli, il preziosissimo tesoro del museo dedicato al patrono della città partenopea. La mostra “Il tesoro di Napoli. I Capolavori del Museo di San Gennaro” consente di ammirare una selezione delle più importanti opere frutto delle donazioni che il Santo ha ricevuto nel corso di sette secoli da parte di Papi, Imperatori, Re d’Europa e dal devotissimo popolo napoletano. In esposizione circa 90 pezzi dell’ampia collezione, un patrimonio superiore a quello dei gioielli della Corona d’Inghilterra e dello Zar. Il percorso espositivo ruota attorno ai due più straordinari capolavori del Tesoro: la Collana di San Gennaro, in oro, argento e pietre preziose, realizzata nel 1679, uno dei gioielli più preziosi esistenti al mondo e la Mitra, in argento dorato, 3326 diamanti, 164 rubini, 198 smeraldi e 2 granati, creata nel 1713. Particolare curioso è che nel 1933 Maria Josè, moglie di Umberto II di Savoia, si trovò a visitare la Cappella di San Gennaro in forma privata e non avendo portato con sé nulla da donare, si sfilò l’anello che indossava offrendolo al Santo. Questo dono regale trova ora posto sulla collana. Lo stesso Napoleone, che ovunque ha depredato e sottratto, quando approdò a Napoli non solo non prelevò nulla, ma unico caso nella storia, ha addirittura donato. Giuseppe Bonaparte, infatti, quando entrò a Napoli donò, su consiglio del fratello, nel 1806 una croce di diamanti e smeraldi di rara bellezza che poi la Deputazione volle inserire tra i gioielli donati dai sovrani che compongono il collare di San Gennaro dal valore inestimabile. Anche il cognato di Napoleone, Gioacchino Murat, che aveva sposato la bellissima Carolina Bonaparte, seguì il suggerimento dell’imperatore francese e volle donare nel 1808 un ostensorio in oro, argento con pietre preziose.
(red)
A VERONA LA STORIA DEL PAESAGGIO DAL ‘600 A MONET
“Verso Monet. Storia del paesaggio dal Seicento al Novecento” è il titolo della mostra che presenta alla Gran Guardia di Verona, fino al 9 febbraio, un viaggio unico nella storia del paesaggio in pittura. La mostra prende avvio da un’opera di Annibale Carracci e una di Domenichino per sottolineare come in pittura, tra fine Cinquecento e inizio Seicento, la natura cominci ad assumere un ruolo autonomo, non più limitata a puro fondale scenografico. Poi si passa al Seicento di Poussin, Lorrain, Salvator Rosa, i grandi olandesi (soprattutto ovviamente Jacob van Ruisdael e il suo studio dal vero) e Rembrandt. Il Settecento propone bellissime vedute dei veneziani, da Canaletto a Bellotto a Guardi. Quindi l’affascinate sequenza di sale sull’Ottocento, il cosiddetto secolo della natura: dapprima l’ambito romantico con i sublimi Friedrich e Turner e poi la mediazione con il realismo attraverso Constable. E non mancano i francesi Corot, Courbet e Millet. Infine, la epocale novità impressionista, con Pissarro, Sisley, Caillebotte, Manet e quindi capolavori di Cézanne, Renoir, Van Gogh, Gauguin, Degas. L’esposizione si chiude con 25 opere di Monet (tra cui spiccano le Cattedrali e le Ninfee), vera e propria mostra nella mostra.
(red)