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Il regista Ermanno Olmi presenta la sua autobiografia

it@withub.it by it@withub.it
24 Gennaio 2014
in Archivio speciali - Libri
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 IL REGISTA ERMANNO OLMI PRESENTA LA SUA AUTOBIOGRAFIA

 “Ho bisogno della bellezza, così come amo ogni anelito dell’uomo per compararsi a essa. Rinuncerei a qualsiasi merito artistico pur di riuscire a fare della mia vita un’opera d’arte”. È il principio che guida Ermanno Olmi in questa esplorazione di una vita, delle sue poche certezze e dei suoi molti incontri. Cresciuto nel pieno della disfatta fascista e testimone critico della rinascita nazionale, Olmi è stato giovanissimo fornaio, impiegato ragazzino, regista precoce. Ha vissuto direttamente l’abbandono delle campagne e l’esplosione della società dei consumi e per questo, divenuto protagonista della stagione d’oro del cinema italiano, ha scelto di rappresentare non i lustrini del Boom, ma la cecità di uno sviluppo che ha strappato il nostro Paese alle sue radici contadine. Proprio questa ferita è il cuore filosofico della sua illuminante autobiografia. “L’Apocalisse è un lieto fine” (Rizzoli, pp. 270, 10 euro) non è infatti solo il racconto di una vita densa e affascinante, degli incontri e dei successi che l’hanno segnata. È soprattutto la profonda, urgente riflessione con cui l’artista che ha saputo cogliere gli ultimi echi della civiltà rurale mette in guardia davanti al declino di un’altra epoca umana: la nostra. Abbiamo dimenticato cosa vuol dire “far bene” e coltivato a dismisura l’etica del male minore. Produttività, arricchimento e potere continueranno a rinchiuderci nelle loro gabbie fino a quando non saremo pronti a imparare l’eterna lezione della terra. (Red)

 “ANAHI’ DEL MARE”, LA DITTATURA IN URUGUAY

Negli anni che hanno preceduto il golpe del 27 giugno 1973, la violenza attraversa l’Uruguay. Anahí, come tanti altri giovani universitari, si interessa di politica, si schiera dalla parte di chi difende la libertà e i diritti fondamentali, scende nelle piazze per denunciare i metodi repressivi del regime. Questa generazione pagherà il prezzo più alto per le sue idee. L’esperienza della prigione e della tortura spezza in due la vita e i ricordi di Anahí. In esilio a Firenze tenta di costruire una vita “normale” ma riuscirà a liberarsi delle ombre di un passato oscuro e rimosso, soltanto tornando a Montevideo. Si intrecciano alla sua storia, quelle di Marisa, Santiago, Luisa, Tomàs e molti altri protagonisti che compongono un affresco intenso e complesso di un popolo che con coraggio e ostinazione ha sfidato il potere efferato della dittatura. Un racconto che oscilla tra la suggestione del mito e l’impegno civile, tra un tempo soggettivo e quello della memoria storica. Un percorso personale, quello dell’autrice, per rivivere, affrontare e superare le ferite del passato. Tutto questo è “Anahí del mare. La dittatura in Uruguay, la notte di un popolo” (GrandAngolo, pp. 173, 10,50 euro) di Anna Milazzo. (PO / Red)

 “LA FELICITÀ STA IN UN ALTRO POSTO” DI SARA LOFFREDI

Nel 1908 il terremoto rade al suolo Reggio Calabria e per Caterina, cresciuta in un convento, tutto cambia per sempre. Ospitata da un’anziana prostituta a Napoli, comincia il suo percorso negli inferi della città. Farà il mestiere in uno squallido bordello, avrà molti amanti e sarà chiamata “Mimi”. Ma lei sa che la vita le ha promesso altro e che non deve abbandonare i propri desideri. E così, lottando contro un destino che pareva segnato, grazie alla sua determinazione, convince la padrona della casa di appuntamenti più elegante della città a prenderla con sé. È lì che incontrerà l’enigmatica Mariasole, una donna capace di cambiare il suo futuro. Con “La felicità sta in un altro posto” (Rizzoli, pp. 300, 17 euro) Sara Loffredi ha dato vita a una storia impetuosa di desideri e corpi, raccontando come è possibile spingere i propri confini più in là, per sopravvivere a se stessi. (PO /Red)

UN CASO DA RISOLVERE PER IL COMMISSARIO CAMPOS

Marcello Luccioli, direttore di una grossa agenzia pubblicitaria, viene trovato morto nel suo ufficio. Il commissario Campos, figura solitaria che nasconde un passato misterioso, “malinconico e avido lettore”, viene incaricato del caso, insieme al suo vice, il fedele, sagace ai limiti dell’assurdo, imprescindibile Pazzi. Le indagini si indirizzano subito verso due moventi: sesso e soldi. Luccioli, divorziato e conosciuto per essere un bon vivant, nell’ultimo periodo aveva una relazione con Marella Sastri, donna disinibita e sicura di sé, nonché direttore generale dell’agenzia. Le ricerche del commissario lo portano a scoprire un giro per riciclare soldi, che lega l’agenzia di Luccioli a diverse società, alcune delle quali gestite dall’ex suocero. Il cerchio dei sospettati si stringe e Campos dovrà districarsi tra complicati legami sentimentali da mettere in relazione con i movimenti di denaro. Il commissario, in “Un delitto molto milanese” (Rizzoli, pp. 270, 17 euro) di Antonio Steffenoni, dovrà scoprire la verità in un mondo chiuso e asfissiante come quello della pubblicità, in cui la verità, in fondo, non esiste. (Red)

HOFFMEISTER SPIEGA COME FAR CONOSCERE LA NATURA AI BIMBI

 “Lasciateli giocare con gli orsi” (Fabbri, pp. 300, 15 euro) di Peter Brown Hoffmeister spiega come far conoscere ai nostri figli la natura. Una guida coraggiosa che vuole esortare i genitori a vivere all’aria aperta e praticare attività con i propri figli: escursioni, arrampicata, campeggio libero, rafting e lunghissime e rigeneranti camminate. In palio c’è la bellezza della natura, vi pare poco? A volte l’eccesso di protezione è un deterrente per questa filosofia di vita. La vita all’aria aperta, invece, è per i bambini e i ragazzi una necessità e una fonte per sviluppare la personalità e la fantasia. Niente più orologio ma, al suo posto, i ritmi delle stagioni: si mangerà quindi quando si sentirà la fame, si andrà a dormire quando si sarà stanchi e, alla sera, davanti al fuoco, tutti racconteranno le loro storie. E’ attraverso queste piccole cose che, racconta l’autore, si arriva a capire ciò che davvero è importante. Migliorare il proprio carattere, essere aperti a nuove persone, attività, idee. La meta non conta, conta piuttosto la strada che percorriamo insieme. “Lasciateli giocare con gli orsi” è un libro da leggere insieme ai propri figli e poi da lasciare a casa perché nello zaino…pesa! (Red)

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