Bruxelles – Sarà l’ assessore all’ Agricoltura delle Marche, Maura Malaspina, attuale presidente della Rete delle Regioni e Autorità Locali d’ Europa “Libere da Ogm” a presiedere lo “Steering Committee/Comitato Direttivo” della Rete che si terrà a Bruxelles domani, 29 gennaio. Lo Steering Committe che sotto la Presidenza marchigiana si è allargata a 60 Regioni europee, ha il compito di fare il punto sulla normativa a livello Ue cercando di focalizzare le questioni più attuali nel dibattito sugli Ogm. La Rete vuole ribadire la libertà di scelta dei governi europei di vietare le coltivazioni geneticamente modificate nei propri territori al fine di tutelare la biodiversità, le produzioni di qualità biologiche, tradizionali e tipiche e l’ immagine di in territorio – anche in chiave turistica – in grado di possedere un’ agricoltura sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico. Durante l’ incontro verranno anche stabiliti tempi e modalità per il passaggio della presidenza triennale a un’ altra Regione. Oltre la Malaspina prenderanno parte, tra gli altri, Alfonso Pecoraro Scanio, ex ministro all’ Agricoltura, Adriano Cardogna, presidente Commissione regionale delle Marche alle Politiche europee, Gianluca Carrabs, amministratore unico dell’ Assam e Giannalberto Luzi, presidente Coldiretti Marche. “Le Marche – ha detto la Malaspina – ribadiscono la loro contrarietà agli Ogm perché in un mondo sempre più globalizzato dove regna la conformità per rimanere competitivi occorre produrre diversità e le eccellenze della nostra agricoltura possono essere da modello. Riteniamo opportuno poi, che nell’ ambito del dibattito europeo sull’ impiego delle biotecnologie in agricoltura, l’ Efsa (Agenzia per la Sicurezza Alimentare Europea ) si impegni per implementare protocolli di sperimentazione propri prima dell’ autorizzazione all’ immissione nell’ ambiente di nuove varietà GM”. Carrabs ha sottolineato che “l’ Agenzia regionale è in prima linea sulla lotta agli Ogm e la valorizzazione della biodiversità. Questo appuntamento è la giusta occasione per portare al Parlamento europeo la voce delle regioni e della società civile tutta”. (9Colonne)