(28 gen) “La qualità dei nostri vini, radicati nella storia delle loro zone di origine, deve sposare intelligentemente la tradizione e l’innovazione”. Parole di Gianni Zonin, presidente dell’omonima casa vinicola vicentina. Zonin – come si legge sul sito dell’azienda – spiega bene quello che è da sempre l’impegno della Casa Vincola: il rispetto del territorio, la valorizzazione dei vitigni autoctoni e la ricerca di un continuo miglioramento qualitativo in vigna e in cantina. E’, infatti, grazie a questo mix vincente che la Casa vinicola Zonin è diventata una delle più importanti aziende vinicole private italiane ed una delle prime anche in ambito internazionale. La società vanta, infatti, un ampio portafoglio di vini di qualità – che comprende quelli del noto marchio Zonin e i vini prodotti in 2000 ettari vitati nelle 9 tenute di eccellenza nelle 7 regioni a più alta vocazione vitivinicola in Italia – oltre alla proprietà in Virginia. Un’ampia gamma di vini, una rete di distribuzione in oltre 100 paesi nel mondo, il più grande staff di enologi e agronomi in Europa e oltre 190 anni di storia e passione per il vino tramandata nelle generazioni, rappresentano, in sostanza, gli elementi chiave del successo targato Zonin. E i riconoscimenti certo non mancano. Proprio ieri Gianni Zonin ha ricevuto a New York un prestigioso premio alla carriera, il “Wine Enthusiast Lifetime Achievement Award”. Un riconoscimento promosso dalla rivista americana “Wine Enthusiast” che lo ha ritenuto la personalità più influente dell’anno nel mondo del vino, tanto per il contributo globale conferito al settore, quanto per la straordinaria intuizione imprenditoriale – avuta oltre 35 anni fa – di dare vita alla viticoltura nell’East Coast degli Usa, in Virginia, creando dal nulla una vera e propria cultura del vino in tutto il territorio. I “Wine Star Awards” premiano le persone, le organizzazioni e le imprese il cui lavoro nel settore vitivinicolo è eccezionale in termini di qualità e lungimiranza internazionale. Prima del Cavalier Zonin, si sono aggiudicati questa nomina, Miguel Torres (2012), Baron Eric de Rothschild (2010), Piero Antinori (2008), Ernest Gallo (2003), Robert Mondavi (2002). Con l’esperienza di 56 vendemmie e una visione sempre innovativa “Gianni Zonin ha conseguito un numero senza precedenti di successi nel corso della sua vita” ha dichiarato il direttore di “Wine Enthusiast” Adam Strum, sottolineando che “è stato davvero il primo a ‘guardare oltre’, e non solo oltre la propria regione italiana, ma addirittura attraverso l’oceano: il primo anche a cogliere le più significative opportunità commerciali in America e in Cina. Gianni Zonin incarna, insomma, ciò che significa veramente essere un pioniere del settore del vino”. “Sono davvero orgoglioso e onorato di ricevere questo prestigioso premio e di unirmi a coloro che, prima di me, hanno meritato un riconoscimento di tale importanza” ammette Gianni Zonin che aggiunge: “Non è solo un onore per me, per la mia famiglia e per tutte le persone che lavorano con noi, ma anche per l’Italia. E’ una conferma dell’ottimo lavoro svolto dagli Italiani sia nell’ambito della viticoltura che in quelli dell’enologia e dell’enoturismo”. A complimentarsi con Zonin anche il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia: “Un riconoscimento più che meritato, un premio giustamente attribuito a un protagonista indiscusso dell’enologia italiana e internazionale, ma anche a un grande imprenditore che ha saputo nel corso della sua carriera raccogliere e vincere sfide straordinarie, portando la propria azienda a essere una delle più conosciute e apprezzate nel mondo, in un settore tra i più competitivi”. “Dobbiamo essere grati a Zonin, alla sua famiglia e alle tante persone che lavorano nelle sue aziende – ha aggiunto Zaia – perché la loro opera esalta la capacità veneta di fare impresa e certifica la professionalità, la conoscenza e la passione dei veneti per la viticoltura di qualità”. “I prestigiosi traguardi raggiunti in diversi angoli del pianeta da questo figlio della terra vicentina – conclude Zaia – riempiono d’orgoglio tutti i veneti”. (Gil)