Nella maggior parte dei Paesi ad alto reddito i tumori rappresentano la seconda causa di morte (più di un quarto di tutte le morti nei paesi Ocse) dopo le malattie cardio-vascolari ma anche, a causa dell’aumento della sopravvivenza (e del costo elevato delle terapie) una componente importante della spesa sanitaria nazionale. Da questa considerazione prende spunto il seminario “L’impatto dei tumori sui sistemi sanitari: approcci ed esperienze a confronto”, organizzato domani pomeriggio, nella sua sede di Roma, dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità (Iss). L’incontro si basa sui dati presentati nella monografia “Comparing Cancer Care and Economic Outcomes Across Health Systems: Challenges and Opportunities”, curata da ricercatori del Cnr, dell’Iss, dell’Università di Roma Tor Vergata e del National Cancer Institute statunitense e pubblicata dal “Journal of the National Cancer Institute” (Jnci). La giornata vuole essere un momento di discussione sul tema, secondo prospettive multiple (demografica, economica, epidemiologica, farmaco-economica) e partendo da confronti con realtà internazionali caratterizzate da sistemi sanitari differenti. “La monografia del Jnci evidenzia la grande variabilità nell’esito finale della cura dei tumori. Secondo dati Ocse 2009, la mortalità femminile per cancro è di 117 casi su 100.000 in Italia, 111 in Francia, 143 in Canada e 130 negli Usa, con una media Ocse di 124”, spiega Anna Gigli, dell’Istituto di ricerche sulle popolazioni e le politiche sociali (Irpps-Cnr) e tra gli autori della monografia. “I decessi per tumore al seno nel nostro Paese erano uno su 100.000, due negli Stati Uniti e tre nella media Ocse. Quelli per cancro alla prostata 16 su 100.000 in Italia, 17 negli Usa, 22 nei paesi Ocse; quelli per cancro al polmone 58 su 100.000 in Italia, 57 negli States e 52 come media Ocse; quelli per cancro al colon-retto 17 su 100.000 in Italia, 14 negli Usa e 18 nei paesi Ocse”. (PO / red – 3 feb)