Gibuti – Dopo il Libano, la Ministro Emma Bonino è arrivata a Gibuti per partecipare alla Conferenza “Una regione senza Mgf”, contro ogni forma di mutilazione genitale femminile, una delle campagne che l’ha vista sempre in prima fila, da giovane attivista dei diritti umani e poi nelle aule di Bruxelles, come parlamentare e commissario, e ora da titolare della Farnesina. La conferenza è promossa dall’Ong ”Non c’è pace senza giustizia” in occasione della Giornata mondiale di lotta alle mutilazioni genitali femminili, che si celebra oggi in tutto il mondo. L’evento è promosso con la collaborazione delle autorità gibutine, in particolare del ministro della Promozione della Donna e della Pianificazione Famigliare, Hasna Barkad Daoud, e con l’attivo coinvolgimento della Presidenza della Repubblica. “Gibuti è un punto strategico dal punto di vista geografico, un punto importante anche per la Somalia in un momento di grandissima fragilità che sembrava avere momenti più positivi ma che dagli Shabaab in poi pone problemi per tutta la regione”, ha detto la Bonino prima di incontrare il presidente del piccolo Stato africano, Ismail Omar Guelleh. Qui a Gibuti “abbiamo quasi finito di costruire la base militare che speriamo di rendere operativa al più presto. Bisogna usare questi rapporti che abbiamo perché è un punto di avvio per mettere un argine al terrorismo e alla pirateria, elementi che si riflettono sulle nostre coste”, ha aggiunto la titolare della Farnesina che nelle prossime ore si recherà in visita alla base militare italiana. “Con Gibuti, che è un altro paese di passaggio, stiamo mettendo a punto un progetto contro il traffico degli esseri umani che è poi quello che abbiamo visto sbarcare sulle nostre coste”, ha detto la Ministro dopo l’incontro con il collega della Giustizia gibutino Ali Farah Assoweh. “Si tratta di un progetto – ha precisato – su cui coinvolgere l’Unione europea e che sarà parte importante delle priorità del nostro semestre di presidenza”. L’instabilità del Libano e la crisi siriana con la conseguente emergenza profughi sono stati i temi al centro della missione in Libano della Ministro Emma Bonino e dei suoi incontri istituzionali con il Presidente Michel Suleiman, il Presidente del Parlamento Nabih Berri, il Primo Ministro dimissionario Nagib Mikati e il Ministro degli Esteri Adnan Mansour. La crisi siriana ha fatto da sfondo alla visita, e la Bonino ha ribadito la necessità di “aprire l’accesso agli aiuti umanitari in alcune zone dove 7 milioni di persone ne sono totalmente prive. “Accoglierne 2-300 in Italia, non risolverebbe il problema – ha aggiunto -. La soluzione deve essere politica”. (9colonne)