(7 feb) Parla italiano perfettamente ma ha un marcato accento parigino. Ha i tipici colori dell’uomo del Sud Italia. Antonio Martino, in arte Migaso, eclettico artista nato nei sobborghi di Aubervilliers da genitori italiani, non ha mai dimenticato le sue origini. “Fin da piccolo ho sempre avuto un legame profondo con l’Italia e con la Calabria, un legame che mi ha seguito nel mio mondo artistico” racconta il cantante che si è esibito al Circolo degli artisti di Roma con la sua band, I briganti. “Noi siamo l’unico gruppo che canta in italiano in Francia e questo rock esotico attira il popolo d’oltralpe, perché reputano la lingua italiana molto melodica”. Il gruppo è composto da artisti che vivono in Francia, ma che hanno nazionalità diverse: il bassista Nicolas Borg, francese con la nonna siciliana, il batterista del Québec Benjamin Corbeil, e il tastierista, unico francese, Matthieu Lesenechal. Il gruppo ha presentato per la prima volta in Italia l’album “Luminescenza”, un disco rock cantato in italiano, complesso e variegato da spunti electro e blues, ma di facile ascolto anche per i francesi. Per Migaso, però, non è il primo viaggio in Italia, né la prima esibizione su un palco romano, come racconta lui stesso: “Nel 2007 ho presentato il mio disco allo Zoobar, sempre nella Capitale, ed era andata molto bene. In Italia ci torno quasi ogni estate per venire a salutare i parenti in Calabria. Ora, con tutti gli impegni del mio lavoro, è difficile trovare del tempo per venire”. Nonostante sia cresciuto in Francia, il cantante porta con sé un piacevole ricordo dell’Italia: “Ritornare è sempre una grande emozione: ritrovare l’Italia con tutte le sue qualità e i suoi tanti difetti. Per me, anche quei difetti sono delle qualità perché sono quelli che rendono unico il Bel Paese”. La volontà di Migaso di cantare in italiano in un paese noto per il suo protezionismo musicale è stata l’idea che ha convinto l’etichetta parigina MML Music a produrre questo album e che gli è valso il titolo di ambasciatore della lingua italiana in Francia. “E’ un titolo difficile da portare – ammette il cantante – Da bambino, ho imparato prima il dialetto calabrese, poi l’italiano. Crescendo mi sono appassionato alla letteratura e ho studiato l’italiano classico, quello di Dante e di Boccaccio”. Prima generazione di italiano nato all’estero, Migaso gode di un’ottima fama in Francia: negli ultimi mesi hanno spesso parlato di lui nelle principali radio rock francesi e nelle tv nazionali. A proposito dei fan racconta: “Di solito cantano solo il ritornello perché se lo ricordano! Ma sono comunque affascinati da questa lingua piena di sole, di calore. Per me cantare in Italia è molto emozionante perché per la prima volta il pubblico capisce bene i testi delle mie canzoni”. L’album contiene due singoli, “Inferno” per il mercato francese e “Luminescenza” per quello italiano, e anche un “pizzico della mia regione” visto che “ la canzone ‘Il brigante’ cantata interamente in dialetto calabrese e con un risvolto folk della chitarra acustica e del gridato delle tarantelle”. Non è solo voce italiana Migaso, ma anche un chitarrista altamente qualificato che ha collaborato in Francia con i più grandi nomi nelle scene dell’hexagonal rock come Norbet Krief (Trust) e Jannick Top (Magma). In Francia, inoltre, il suo album è già un successo: il video di “Inferno, la libertà non ha prezzo”, versione remix di “Inferno”, ha superato le 400 mila visualizzazioni su Youtube al link http://youtu.be/rHmId4Q1gxg. “E’ recente l’interesse dei francesi alla mia musica perché tutti volevano che io cantassi in inglese. E’ stato difficile far capire che io canterò solo in italiano: che vi piaccia o no, sarà così. Sarà il mio lato calabrese!” aggiunge scherzando. Migaso, infatti, si sente italiano a tutti gli effetti: “Possiedo la doppia nazionalità perché quella francese l’ho acquisita a 18 anni con lo ius soli, mentre i miei genitori hanno solo quella italiana. Loro sono originari dello stesso paesino della Calabria, Grisolia, e si chiamano Maria e Mario. Io Antonio, con secondo nome Lucio, in omaggio a Battisti, di cui mio padre è grande fan. Più italiano di così?”. E invece il nome Migaso da dove nasce? “E’ un piccolo segreto che custodisco…” (Fac)