FRANCESCO GUCCINI E IL SUO “NUOVO DIZIONARIO DELLE COSE PERDUTE”
Da quando è uscito il primo “Dizionario delle cose perdute”, Francesco Guccini non può fare un passo senza che qualcuno lo fermi per suggerirgli con entusiasmo e commozione qualche oggetto “del tempo andato” che merita di essere ripescato dal veloce oblio dei nostri anni e celebrato dalla sua penna. Dall’idrolitina ai calendarietti profumati dei barbieri, dal temibile gioco del Traforo alle cabine telefoniche, dal deflettore all’autoradio passando per i “luoghi comodi” e i vespasiani, le letterine di Natale piene di buoni propositi da mettere sotto il piatto del babbo, le osterie e molto altro, Guccini torna a scavare nel passato che ha vissuto in prima persona per riportarcelo intatto e pieno di sapore. Anche con questo catalogo, “Nuovo dizionario delle cose perdute” (Mondadori, pp. 148, 12 euro) Guccini continua a dare vita a un personalissimo genere letterario nel quale l’estro del cantautore, – capace di condensare in poche strofe un universo intero di emozioni – la sua passione storica e filologica e la sua vena poetica trovano sintesi piena regalando pagine in cui ogni oggetto, ogni situazione, suscita intorno a sé un intero mondo. (Red)
GIULIA ROSSI RACCONTA LE “RICETTE PER LA VITA IN SOCIETÀ”
Dal primo appuntamento all’incontro con l’ex e alla cena con il capo. Arriva in libreria il manuale di life-style contemporaneo che spiega come fare per organizzare le serate con classe e sicurezza. L’ultimo libro di Giulia Rossi, “Ricette per la vita in società” (Pendragon, pp. 95, 12 euro) è dedicato a dieci situazioni tipiche, da cui può dipendere una parte del nostro futuro o perfino della nostra felicità e che vorremmo perciò affrontare in maniera vincente. Al libro è legato lo “shooting” di food design del fotografo Roberto Savio, realizzato con la collaborazione dello chef Mario Ferrara, che ha ideato tutti i menu e le ricette contenuti nel volume. Le dieci situazioni rappresentate nel libro: il primo appuntamento, la cena per farli conoscere, il ritrovo tra amiche, gli amori clandestini, la cena con il capo, la presentazione ai suoi, la cena d’affari, la cena con l’ex (non poi tanto ex), la cena “ti devo parlare”, la cena che non ti aspetti. Per ognuna vengono presentati i suggerimenti e le competenze di una squadra di esperti, vere e proprie autorità nei rispettivi settori, che forniscono una serie di preziosi consigli a chi sta per viverle: dalla preparazione psicologica al look, dal make up al food & drink, dal caffè alla “mise en place”, in modo da non sentirsi insicuri né “scoperti” su nessun fronte e, di conseguenza, poter dare il meglio di sé. Il risultato? Un vademecum che andrà consultato spesso, per trarne ispirazione e risolvere ogni difficoltà. (PO / Red)
I VIP E LE PERSONE COMUNI RACCONTANO “IL PRIMO BACIO”
“Il primo bacio” (Ponte Sisto, pp. 154, 9 euro) di Renato Giordano è frutto di un’iniziativa sul web che per anni ha raccolto le storie più divertenti del pubblico e di numerosi Vip. Renato Giordano, regista e autore teatrale, ha chiesto in rete di condividere e raccontare l’esperienza del primo bacio. In breve tempo sono giunti tantissimi racconti, testimonianze che sono diventate prima uno spettacolo teatrale, poi un format televisivo e adesso un libro. I primi baci: alcuni sono divertenti, altri incredibili, altri ancora meravigliosamente romantici. Gioia, innocenza, ma anche imbarazzo e imbranataggine. Sono solo alcuni degli ingredienti delle storie raccolte in questo libro, aneddoti in cui ritrovarsi o su cui sorridere. La cotta per il compagno o la compagna di classe, gli amori estivi, il gioco della bottiglia. Sulle pagine del libro scorre l’età dell’adolescenza, l’inesperienza a volte buffa, a volte tenera, racchiusa in un gesto che per tutti, o quasi tutti, resterà un ricordo indelebile. Il libro di Renato Giordano è un modo originale per ripensare a quell’esperienza che prima o poi, capita a ognuno di noi. In appendice, “I primi baci Vip” per scoprire com’è stato il primo bacio di Laura Pausini, Federico Moccia e tanti altri. (Red)
“GOSSIP”: MODA, AMORI E INVIDIE NELLA BOUTIQUE DI LOVIE
Lovie French è la proprietaria di una lussuosa boutique di abbigliamento a Manhattan, nell’Upper East Side. Nel suo negozio è riuscita a creare un ambiente così familiare e confortevole, che nei camerini, tra una giacca, un foulard e un tubino, le sue affezionate clienti si lasciano spesso andare a confessioni e pettegolezzi. Incluse le sue due migliori amiche, compagne di collegio negli anni ‘60: Dinah, una sfrontata giornalista divenuta famosa grazie a una rubrica scandalistica e Avis, artista timida, seria e integerrima. Malgrado siano entrambe vecchie amiche di Lovie, Dinah e Avis si odiano ferocemente, e per decenni si sono accuratamente evitate. Ma adesso non possono più farlo: il figlio preferito di Dinah e l’unica figlia di Avis si sono innamorati e sono felicemente fidanzati, e ora le due acerrime nemiche dovranno mettere da parte i vecchi dissidi. L’unica che può aiutarle è Lovie, la depositaria di un inconfessabile segreto che risale a molto tempo addietro. Ma la sua ansia di risolvere le cose la porterà a commettere un tremendo errore, che avrà effetti devastanti sulle vite di tutti. Tutto questo è “Gossip” (Newton Compton, pp. 336, 9,90 euro) di Beth Gutcheon. (PO / Red)
“IL NASCONDIGLIO DELLA FARFALLA” DI IPPOLITA AVALLI
Sandra Kapsa è una donna tranquilla. Ha superato i quarant’anni, è un’apprezzata psicanalista che si divide tra il suo studio e le sedute gratuite presso il Centro Antiviolenza Donna di Roma. È qui che conosce Betty, 28 anni, bella, fragile e sola che un giorno non si presenta alla seduta, senza avvisare. A Betty potrebbe essere successo qualcosa di terribile. La polizia senza la denuncia di un parente non può indagare, perciò Sandra decide di farlo da sola. Ha già due piste, un collega di Betty, violento e sin troppo interessato alla ragazza e Carlotta Sabatini, giovane avvocato dall’apparenza mascolina che forse, per Betty, non è solo un’amica. Ma Sandra non sa che la attende un viaggio nell’orrore e nella paura. Un viaggio che da Roma la riporterà al promontorio dell’Argentario, dove sarà costretta a fare i conti con un passato impossibile da dimenticare e a fronteggiare un serial killer che non conosce la pietà. Ippolita Avalli per la prima volta si cimenta con il thriller. Il risultato è un romanzo in grado di terrorizzare il lettore in un crescendo costante di colpi di scena. È impossibile leggere le ultime pagine del “Nascondiglio della farfalla” (Omnibus, pp. 228, 16 euro) senza che il cuore batta più forte e un brivido corra lungo la schiena. Impossibile non identificarsi con Sandra Kapsa, eroica malgrado tutto, malgrado se stessa. (PO / Red)