Il grande attivismo di Squinzi in questa fase politica trova conferma anche nel recente documento che l’ufficio studi di Confindustria ha dedicato ai costi dell’attività parlamentare, sostenendo che occorre ridurli per risparmiare 1 miliardo. Confindustria fa notare che lo stipendio da deputato in Italia è pari a 4,7 volte il Pil pro-capite, contro l’1,8 del Regno Unito. I costi della politica, intesa come organi legislativi ed elettivi, hanno toccato complessivamente i 2 miliardi e mezzo nel 2012 e gli industriali arrivano a chiedersi se si faccia politica per il bene comune o per arricchirsi.
Musica per le orecchie dell’opinione pubblica e forse anche di Renzi, che proprio un miliardo si propone di risparmiare depotenziando il Senato.
Sul terreno dei tagli e dei risparmi ci sarebbe peraltro molto altro da fare, anche con l’aiuto di Confindustria. Se i politici costano allo Stato 2 miliardi e mezzo, gli imprenditori costano infatti molto di più. I trasferimenti delle amministrazioni pubbliche alle imprese, sulla base degli ultimi dati annuali disponibili, ammontano infatti a 31 miliardi e 567 milioni di euro, metà a carico dello Stato e metà a carico degli enti locali. A questa cifra andrebbero aggiunti i circa 30 miliardi di erosione fiscale dovuta alle varie agevolazioni.
Spiega la Ragioneria generale dello Stato che i trasferimenti alle imprese sono costituiti in larga parte da somme erogate per l’acquisto di beni e servizi, ma anche per incentivare, attraverso sussidi e contributi, attività o settori produttivi ritenuti meritevoli di sostegno, senza alcuna contropartita.
E quindi ci sono sì i 2 miliardi per le ferrovie e i 700 milioni per le Poste, ma anche i circa 10 miliardi concessi ad aziende che dovrebbe stare sul mercato da sole, senza bisogno di aiuti pubblici. E come ebbe modo di osservare la commissione Giavazzi, i sussidi in genere non vanno agli imprenditori migliori, ma a quelli con più contatti nelle amministrazioni che li erogano. Il taglio dei costi e la questione morale, in conclusione, non riguardano solo la politica. (18 feb)