(24 feb) L’Italia nel 2012 ha versato all’Unione Europea 16,4 miliardi di euro, importo che rappresenta il massimo storico del settennio 2006-2012 e costituisce un rilevante incremento (+ 2,9%) rispetto ai precedenti esercizi, che già avevano mostrato una forte crescita (+ 4,9% nel 2011, + 6% nel 2010). Sempre nel 2012, l’Unione ha accreditato complessivamente all’Italia la somma di 10,7 miliardi, con un aumento del 14,7% sull’anno precedente. Si tratta di un’ inversione di tendenza, dopo un biennio (2008-2009) caratterizzato da una notevole contrazione delle risorse messe a disposizione del nostro Paese. Il “saldo netto negativo” nazionale è stato dunque di 5,7 miliardi. Nel periodo 2006-2012 i contribuenti netti (vale a dire, i Paesi che hanno mostrato saldi negativi) sono risultati, in ordine decrescente: Germania, Francia, Italia, Regno unito, Paesi bassi, Belgio, Svezia, Danimarca, Austria, Finlandia e Lussemburgo. Ma chi ci ha guadagnato? I Paesi con i maggiori saldi positivi nel settennio sono in ordine decrescente: Polonia, Grecia, Spagna, Portogallo, Ungheria, Repubblica ceca, Romania, Lituania, Slovacchia e Bulgaria.
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