Soffiano venti di guerra in Ucraina, dove il presidente russo Vladimir Putin è pronto a intervenire, con le proprie truppe già in Crimea. Si è svolta a Palazzo Chigi una riunione sulla situazione in Ucraina, presieduta dal premier Matteo Renzi, alla presenza del ministro degli Esteri, Federica Mogherini, del ministro della Difesa Roberta Pinotti, del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Marco Minniti e del direttore del Dis Giampiero Massolo. Il presidente del Consiglio, che ha parlato nel pomeriggio con la cancelliera tedesca Angela Merkel e con il presidente francese François Hollande, segue con costante attenzione e con estrema preoccupazione gli sviluppi della situazione in Crimea, in stretto contatto con i partner europei e internazionali. “Il Governo italiano – si legge in una nota di Palazzo Chigi – si associa alle pressanti richieste della comunità internazionale affinché sia rispettata la sovranità e integrità territoriale dell’Ucraina. Violazioni di tali principi sarebbero per l’Italia del tutto inaccettabili. A tal fine, l’Italia rivolge alla Russia un forte appello a evitare azioni che comportino un ulteriore aggravamento della crisi e a perseguire con ogni mezzo la via del dialogo. Al tempo stesso il governo italiano esorta le autorità di Kiev a promuovere ogni sforzo volto alla stabilità e alla pacificazione del Paese nel rispetto della legalità e della tutela delle minoranze”. Una nota della Farnesina di questa mattina ha inoltre fatto sapere che “un esame della situazione in Crimea e le possibili iniziative politico-diplomatiche per favorire l’allentamento della tensione nell’area sono state oggetto di una riunione di coordinamento tra il ministro degli Esteri Mogherini, i Consiglieri diplomatici del Presidente della Repubblica, del Presidente del Consiglio e del ministro della Difesa, il direttore del dipartimento per l’Informazione e la sicurezza e funzionari della Farnesina, alla vigilia della riunione di domani del consiglio Affari Esteri dell’Ue a Bruxelles”. “Dalla riunione – continua la nota – è emersa l’opportunità di sostenere ogni sforzo volto a prevenire contrapposizioni pericolose e l’acuirsi di tensioni nel sud est dell’Ucraina, mantenendo aperti tutti i canali di dialogo a livello internazionale”. Il presidente russo ha ribadito la volontà di proteggere i propri interessi in Ucraina. La Russia “ci ha dichiarato guerra, siamo sull’orlo del disastro” ha detto il premier ucraino Arseni Iatseniuk mentre il consiglio di Sicurezza Nazionale di Kiev ha deciso di mobilitare le sue forze armate e richiamare i riservisti. Il presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama – dopo una telefonata di 90 minuti con Putin – condanna l’intervento russo e il segretario di Stato americano John Kerry minaccia gravi ripercussioni nei rapporti con Mosca. Tra le prime conseguenze della diplomazia internazionale, ci potrebbe essere il boicottaggio del G8 in programma a Sochi, in Russia, a giugno. La Francia auspica “la sospensione dei preparativi” e ha deciso di “sospendere” la sua partecipazione, insieme alla Gran Bretagna. Il segretario generale della Nato Rasmussen ha convocato oggi a Bruxelles una riunione straordinaria degli ambasciatori Nato e ha condannato l’intervento russo perché “viola i principi della Carta Onu”. La situazione in Crimea ha messo in allarme anche Papa Francesco, che ha voluto concludere l’Angelus di questa mattina, in piazza San Pietro, con un appello “accorato” alla distensione tra Ucraina e Russia. “Mentre auspico che tutte le componenti del Paese si adoperino per superare le incomprensioni e per costruire insieme il futuro della Nazione, – afferma il Santo Padre – rivolgo alla comunità internazionale un accorato appello affinché sostenga ogni iniziativa in favore del dialogo e della concordia”. (Sip – 2 mar)