“Il Mediterraneo non è la frontiera ma il cuore dell’Europa”: è il concetto fondamentale ribadito dal presidente del Consiglio Matteo Renzi nel corso della sua visita in Tunisia, la prima missione all’estero da quando si è insediato a Palazzo Chigi. Sfoggiando un buon francese, alternato all’italiano, il premier – nella conferenza stampa congiunta con il primo ministro della Repubblica Tunisina, Mehdi Jomaa – ha sottolineato che “la centralità del Mediterraneo sarà un punto di riferimento per la politica, non dico estera ma territoriale del nostro Paese” e un “punto fondamentale” della presidenza italiana del semestre europeo. Dal canto suo, Jomaa ha ringraziato il premier italiano di “aver organizzato questa prima visita in Tunisia e di appoggiare il processo democratico in questo paese”, aggiungendo che “l’ottimo rapporto che esiste tra i due paesi sarà rafforzato ulteriormente, Renzi ci porta idee nuove per rafforzare i rapporti bilaterali nel Mediterraneo”. Il primo ministro tunisino ha anche sottolineato “l’ottima presenza dell’imprenditoria italiana” nel paese. Il premier italiano ha sostenuto la necessità di evitare che il semestre Ue a guida italiana “sia solo un fatto istituzionale ed economico, mentre deve essere soprattutto una fase di valori, ideali e speranze”, aggiungendo poi in riferimento ai rapporti tra Italia e Tunisia che “la cooperazione e il partenariato economico possono essere incoraggiati, perché è il primo paese del Maghreb che ha deciso di investire nella democrazia”. A una domanda di un giornalista italiano che paragonava la situazione italiana a quella tunisina sotto il profilo della stabilità politica, Renzi ha risposto in modo netto replicando che “il paragone non sta né in cielo né in terra, la Tunisia usciva da situazione in cui la democrazia mancava, è un paragone irrispettoso per questo paese e per chi ha lottato per la democrazia e la libertà”. (Roc – 4 mar)