“Se nelle classifiche dei giocatori che si sono messi in luce negli ultimi anni gli italiani sono in numero ridotto e quei pochi sono i giocatori storici come Buffon e Pirlo, questo significa che il ricambio non è facile, ed è un fatto oggettivo. Il nostro calcio ha delle complessità, non riconoscerlo è fuori dal mondo”. Giancarlo Abete, presidente della Figc, scatta una fotografia in chiaroscuro della situazione del calcio italiano, dopo l’amichevole degli azzurri di Cesare Prandelli sconfitti (solo 1-0, ma sopraffatti nel gioco) dalla Spagna campione di tutto. Proprio per monitorare la situazione dei giovani emergenti, la Federazioni ha organizzato uno stage la prossima settimana con una trentina dei migliori giovani di A e B (dai titolarissimi nella massima serie Bardi e Gabbiadini, ai cadetti Comi e Dezi, rispettivamente di Lanciano e Crotone)C’è stata la disponibilità delle società – spiega Abete cerchiamo di favorire al massimo la preparazione di giocatori e tecnico”. Tecnico sul cui futuro dopo il Mondiale pende ancora un grosso punto interrogativo “Speriamo rinnovi, come sempre ci sarà un incontro e fin dal primo giorno abbiamo detto che speravamo rimanesse. Ci incontreremo entro marzo e speriamo prolunghi il suo contratto per dare continuità ad un lavoro ben fatto in questi ultimi anni”. Certo, molto potrebbe dipendere anche dall’esito della Coppa del Mondo, quindi un po’ di apprensione c’è per la saluta dei big italiani. “£E’ una vigilia normale, dico sempre che una federazione e un tecnico della Nazionale hanno due competizioni in 4 anni, Europeo e Mondiale, quindi c’è un’attenzione particolare perché è una delle pochissime opportunità per federazione e Ct di ottenere un risultato”. Intervistato da SkyTg24, dopo aver confermato che al termine della stagione verrà fatta una riflessione sul quadro normativo relativo alla discriminazione territoriale (“Non è una norma ma una sanzione della discordia. La situazione ha un risalto mediatico grandissimo ma fin qui, su 42 società, ne sono state sanzionate solo tre, il che vuol dire che la situazione non è deflagrante”), Abete è tornato a parlare anche dell’utilizzo della moviola in campo, sui cui manca il consenso dei massimi organi calcistici internazionali: “Oggi c’è l’utilizzo della tecnologia per il gol non gol, un dirigente, ex Pallone d’Oro, come Platini che è contrario, 209 paesi che fanno riferimento alla Fifa in cui il dibattito non è così ricco come in Italia. Queste sono le norme e vanno rispettate e non c’è un consenso politico a delle modifiche. Poi, dobbiamo capire cosa vuol dire moviola: De Rossi è stato squalificato con la prova tv, ma la Roma ha fatto ricorso, e questo significa che l’utilizzo differito del mezzo televisivo porta a valutazioni diverse”. (Sis – 7 mar)