Per come si vanno mettendo le cose in Parlamento sembra allontanarsi l’obiettivo di una legge elettorale che garantisca una maggioranza chiara e un vincitore alla chiusura delle urne. E tuttavia il bisogno di novità è tale che il 51% degli italiani si fa bastare quel che passa il convento, cioè l’Italicum limitato alla sola Camera. Ma i sì erano molti più, il 66%, a fine gennaio. Un sondaggio di Demopolis ci dice che per il 47% degli elettori sarebbe stato preferibile applicare la nuova legge anche al Senato, in attesa della futura riforma costituzionale. Il 42% pensa che il problema non si ponga perché il Senato elettivo verrà comunque abolito.
Se si votasse oggi, nessuno supererebbe al primo turno l’asticella del 37% fissata dall’Italicum. Il Centro Destra otterrebbe il 35,8%, il Centro Sinistra il 35,5: una distanza inferiore al mezzo punto percentuale, con il Movimento 5 Stelle staccato al 22%.
In caso di ballottaggio, alla Camera vincerebbe il centrosinistra mentre il Senato – eletto con il Porcellum modificato dalla Consulta – darebbe 123 seggi a Berlusconi, 120 a Renzi e 70 a Grillo. Quindi maggioranze diverse tra Camera e Senato oppure nessuna maggioranza.
Lo scenario ovviamente cambierebbe se davvero si riuscisse a cancellare Palazzo Madama come Camera elettiva, come vorrebbero 8 italiani su 10. Ma quando Demopolis chiede se il Parlamento approverà davvero, nei prossimi 18 mesi, la riforma costituzionale che prevede la soppressione del Senato, il 60% degli intervistati risponde di no. (7 mar)