Berlino – Coste, cultura, storia, ma non solo. L’Italia si conferma apprezzata anche per i suoi tesori sotterranei. Il turismo speleologico, infatti, rappresenta un’ulteriore risorsa per la nostra Penisola, capace di attirare oltre 1 milione e 500 mila visitatori all’anno e generare un fatturato, tra indotto e diretto, di circa 25 milioni euro secondo i dati e le stime dell’Associazione grotte turistiche italiane (Agti). Forte di questi numeri, nasce in Campania il progetto “Tre grotte, tre fiumi”, presentato oggi, presso lo stand Enit all’Itb di Berlino, la maggiore fiera dell’industria del turismo internazionale con oltre 180 mila visitatori, tra cui 108 mila operatori del settore e 10 mila espositori da 180 paesi. Una scelta strategica dettata dai dati che indicano i tedeschi primi, con una quota di circa il 60 per cento, tra i visitatori esteri (il 20 per cento del totale). Il progetto è promosso dagli enti che gestiscono le Grotte di Pertosa-Auletta, quelle di Morigerati e di Castelcivita, tre cavee naturali immerse nel Parco del Cilento, del Vallo di Diano e Alburni, in provincia di Salerno, il più esteso di Italia e riconosciuto dall’Unesco Geoparco e Patrimonio dell’ Umanità. (9Colonne)