“I miei affettuosi auguri e il mio incoraggiamento vanno a tutte le donne, che in Italia e nel resto del mondo, ieri e oggi, ribellandosi, reagendo contro leggi e tradizioni assurde hanno non solo difeso la propria dignità e i propri diritti, ma affermato libertà e opportunità per tutte. Ringrazio coloro che lavorano nelle associazioni, che operano come religiose, nei corpi dello Stato e anche negli organismi internazionali senza risparmiare fatiche e rischi per consentire alle bambine di studiare, per evitare che siano mutilate, sottratte ai giochi e date in spose, vendute sul mercato del sesso ; coloro che operano per sostenere psicologicamente e moralmente le donne che pagano il prezzo dello stupro nei conflitti etnici, nelle guerre civili, nei viaggi da profughe e migranti verso paesi considerati sicuri“. Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nella giornata dedicata alla festa della donna. “Un grazie dobbiamo anche alle organizzazioni attive nel confortare, nel recuperare alla vita civile ragazze ridotte in schiavitù, nell’aiutare le più emarginate ad aprirsi la strada verso un lavoro e un reddito autonomo : non solo nei paesi in via di sviluppo, ma anche nelle aree disagiate del nostro stesso paese. Dobbiamo onorare tutti coloro che sostengono la volontà delle donne di vivere da persone libere. Abbiamo inteso sottolineare il valore di battaglie e gesti esemplari, offrendone qualche esempio nel video introduttivo e assegnando le nostre onorificenze ad alcune persone tra le molte che si sono distinte nel fare avanzare la causa comune. Come ha già detto la nostra conduttrice, abbiamo voluto onorare il loro impegno, le loro piccole e grandi vittorie adornando quest’anno l’ingresso del Quirinale con l’alloro al posto delle tradizionali più festose mimose“. Secondo Napolitano “l’8 marzo sarebbe solo una festa fatua e vuota, quasi irriverente nei confronti delle donne che affrontano ogni giorno difficoltà di ogni genere, se non servisse a puntare con maggiore determinazione l’obiettivo politico e sociale sulla realtà della condizione femminile, sui problemi aperti, sulle possibili strategie per affrontarli“. (9mar – Sis)
