(12 mar) Una posizione geografica strategica, stabilità politica e buone relazioni regionali e internazionali, grande disponibilità di risorse naturali, una legislazione che favorisce gli investimenti stranieri ed una economia in crescita costante, con un Pil passato da un +7,2% del 2011 ad un +7,9% del 2013. Sono questi i motivi che fanno del Mozambico un ottimo Paese nel quale le imprese italiane possono investire e che il convegno “Mozambico, le radici del futuro”, organizzato questa mattina dalla Cna, la Confederazione nazionale dell’ artigianato e della piccola e media impresa, ha cercato di spiegare al mondo dell’ imprenditoria. “Non c’è internazionalizzazione senza giusta informazione e formazione – ha raccontato il vice presidente della Cna Giorgio Aguzzi spiegando il senso del convegno -. Prima di addentrarci in una nuova esperienza è giusto che ognuno di noi sappia perfettamente la strada da percorrere”. “Il Mozambico è un Paese che nel breve periodo può offrire grandi opportunità”, ha detto invece Antonio Franceschini, responsabile dell’ ufficio internazionalizzazione e mercato della Cna. “In particolare – ha continuato Franceschini -, nei settori dell’ edilizia e delle infrastrutture, nelle forniture alberghiere, nella meccanica agricola e nei beni di consumo. È importante andare in questi anni per avere una buona posizione tra quattro o cinque anni”. Mariaconcetta Giorgi, della Direzione generale per le politiche di internazionalizzazione del ministero dello Sviluppo economico, ha spiegato che il Mozambico “è il Paese dell’ Africa con il quale l’ Italia sta lavorando in via prioritaria”. Infatti ad agosto, grazie alla cabina di regia Mise-Mae, l’ Italia ha organizzato una prima missione in Mozambico che ha portato all’ apertura, ad ottobre, di un nuovo ufficio Ice nella capitale Maputo. “A metà maggio, guidata dal vice ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda – ha spiegato Giovanni Sacchi, dirigente Ice – ci sarà una seconda missione che coinvolgerà circa un centinaio di soggetti, tra imprese, associazioni e banche”. Ad oggi l’ interscambio tra Italia e Mozambico muove capitali per circa 350 milioni, 50 di esportazioni dall’ Italia al Mozambico e circa 300 di importazioni, in particolare di materie prime. “Ma la recente scoperta di gas dell’ Eni – ha proseguito Sacchi – ha portato 400 milioni di investimenti che in futuro, quando sarà il momento di utilizzare e di trasportare quelle risorse, potranno aumentare”. (Naf)