Tel Aviv -Tobia Ravà presenta i suoi “Codici trascendentali”, un affascinante viaggio alla scoperta dei significati nascosti della realtà, da oggi al 31 maggio alla Ermanno Tedeschi Gallery di Tel Aviv. Il 55enne artista padovano, di religione ebraica, dopo aver sperimentato molti percorsi creativi inerenti al rapporto arte e scienza, dal 1998 ha avviato una ricerca inerente le correnti mistiche della cultura ebraica: dalla kabbalah al chassidismo, proponendo un nuovo approccio simbolico attraverso le infinite possibilità combinatorie dei numeri. Esposte opere con soggetti architettonici mediterranei, le “Vele”, lavori su alluminio specchiante con boschi e vortici, sculture in bronzo e terracotta raffiguranti piante, animali ed assemblaggi, realizzati con logiche e percorsi storico-filosofici oppure attraverso semplici associazioni mentali. Le opere sono costruite con un fitto tracciato di numeri e concetti fondamentali della cultura ebraica, concernenti l’ etica e la riqualificazione dell’ uomo e dell’ ambiente. Anche le ultime sperimentazioni dell’ artista, che riprendono una tecnica antichissima quale la fusione in bronzo a cera persa, si collegano alla tradizione padovana del bronzetto e suggellano una particolare unione tra capacità tecnica e contenuto, nonché l’ estensione di questo suo particolare linguaggio ad oggetti e a superfici in alluminio, con cui il fruitore può interagire, specchiarsi ed immergersi totalmente. Le opere più recenti di Tobia Ravà riportano elementi archetipali della cultura ebraica e si sviluppano attraverso sequenze numeriche riferite ad un linguaggio cosmologico universale. Partendo dal pensiero di alcuni studiosi di mistica, prende in considerazione alcune parole chiave del nostro linguaggio di cui spesso non si percepisce più, o non si conosce o riconosce, il significato più profondo. Illustrandone il loro uso nella tradizione mistica, indica la possibilità di percorrere in prima persona il cammino dell’ interiorità, della saggezza, della beatitudine e dimostra che la mistica è di tutti, attraversa le epoche e le diverse culture. Un’ opera di Ravà è stata donata a papa Benedetto XVI in occasione della visita al Tempio Maggiore dalla Comunità Ebraica di Roma nel gennaio 2010. (9Colonne)