Per correre in Europa con l’alta velocità (la Champions) bisognerà aspettare ancora. Per il momento l’Italia del calcio deve aggrapparsi a un più modesto intercity (l’Europa League) per gustarsi un andata e ritorno sulla tratta Torino – Lione. Fuori dal novero delle vere big e dalle sfide stellari dei quarti di Champions League, l’Italia si aggrappa alla Juventus, che nei quarti della seconda coppa europea pesca l’Olympique Lione, altra habituè della Champions fino a qualche stagione fa, ora retrocessa a comprimaria in Francia dopo il boom di Psg e Monaco. Non così si può parlare della squadra, autentica dominatrice da tre anni nel nostro campionato, come confermato anche dal blitz in trasferta nel derby degli ottavi: a Tevez e compagni il sorteggio poteva anche andare meglio (c’erano Basilea e Az Alkmaar, per esempio), ma nella doppia sfida coi transalpini (son finiti i tempi di Juninho e Benzema, ora i pericoli si chiamano Gomis e Gonalons) restano i bianconeri i favoriti della sfida. Anche se Pavel Nedved, dirigente bianconero, avvisa: “Il Lione è un avversario difficile, c’è tanta strada da fare prima arrivare in finale”. Finale che si disputerà proprio a Torino, un motivazione in più per la Juventus per arrivare fino in fondo. Nelle altre sfide, il Porto trova il Siviglia (forse l’altro match clou), il Benfica gli olandesi dell’Az, il Valencia gli svizzeri del Basilea: sulla carta, nulla di insormontabile per la Juve verso la finale. Altro discorso, e altro livello, quello dei quarti di Champions League. In questo caso nell’urna c’era il gotha del calcio europeo, quindi non c’erano da aspettarsi grosse sorprese: ad ogni modo, incroci da brividi. La Spagna non evita il derby: a contendersi un posto in semifinale ci saranno il Barcellona di Messi e l’Atletico Madrid di Diego Costa allenato da Simeone, e autore dell’eliminazione del Milan. Niente ‘clasico’ né derby cittadino dunque per il Real Madrid di Carlo Ancelotti, che però pesca il Borussia Dortmund di Klopp, che l’anno scorso eliminò le merengues in semifinale prima di perdere in finale dal Bayern Monaco. A proposito dei bavaresi, quella con il Manchester United appare sulla carta tanto la sfida più blasonata, quanto quella meno equilibrata: i tedeschi di Guardiola in questa stagione sono un’autentica schiacciasassi, i Red Devils stentano in Premier League e solo un grande Van Persie li ha trascinati ai quarti contro l’Olympiacos. Meno storia, ma stesso livello di spettacolo per la sfida tra Paris Saint Germain e Chelsea, in cui spicca l’incontro-scontro tra Zlatan Ibrahimovic e Josè Mourinho. (Sis – 21 mar)
