Tunisi – Con undici nazioni nella top venti della Banca mondiale dei Paesi con un tasso di crescita più alto tra il 2013 e il 2015 l’Africa rappresenta sicuramente una opportunità di investimento per le imprese italiane. È questo lo scenario che ha fatto da sfondo al Business forum Italia-Africa che, nell’auditorium di Confindustria a Roma, ha visto partecipare 250 rappresentanti di imprese, banche, associazioni interessate alle opportunità offerte dal continente africano. Paolo Zegna, presidente del Comitato tecnico per l’internazionalizzazione di Confindustria, ha spiegato che “le pmi italiane possono essere partner prioritari dei Paesi africani” ma “le grandi multinazionali sono capaci di muoversi in maniera più agevole”, per questo è necessario “aggregarsi, un’aggregazione vincente sembra essere quella dell’interfiliera”. L’Africa può rappresentare un trampolino di lancio soprattutto per le imprese attive nel settore agroalimentare, non è un caso infatti se oggi era presente anche il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina. “Credo di poter dire senza ombra di dubbio – ha spiegato il ministro -, che proprio sulla filiera agroalimentare possiamo giocarci una parte importante delle nuove partnership che possiamo costruire nei prossimi anni” con i Paesi Africani. Per Riccardo Monti, presidente dell’Ice, l’attuale rapporto Italia-Africa è però caratterizzato da “molto poco trade e molti pochi investimenti”, per questo “bisogna spiegare le opportunità africane, soprattutto nell’agroalimentare, bisogna favorire la nascita di camere di commercio e di attività bilaterali con Confindustria, bisogna creare traffico, fare più promozione e selezionare le filiere sulle quali lavorare, oltre a potenziare gli strumenti finanziari”. L’Ice ha di recente aperto un ufficio in Mozambico e presto aprirà altre sedi in Angola, Etiopia e Nigeria. (9colonne)
