“Il Vangelo dice che i discepoli rimasero meravigliati che il loro Maestro parlasse con quella donna. Ma il Signore è più grande dei pregiudizi, per questo non ebbe timore di fermarsi con la Samaritana: la misericordia è più grande del pregiudizio”. Così Papa Francesco questa mattina all’Angelus rivolgendosi ai fedeli e ai pellegrini giunti in piazza San Pietro. Bergoglio ha ricordato le parole del Vangelo che oggi “ci presenta l’incontro di Gesù con la donna samaritana, avvenuto a Sicar, presso un antico pozzo dove la donna si recava ogni giorno per attingere acqua. Quel giorno vi trovò Gesù – ha ricordato il Pontefice – Egli subito le dice: ‘Dammi da bere’. In questo modo supera le barriere di ostilità che esistevano tra giudei e samaritani e rompe gli schemi del pregiudizio nei confronti delle donne”. “Quella di Gesù era sete non tanto di acqua, – ha sottolineato il Santo Padre – ma di incontrare un’anima inaridita”. “La Quaresima è il tempo opportuno per guardarci dentro, per far emergere i nostri bisogni spirituali più veri, e chiedere l’aiuto del Signore nella preghiera” ha detto il Papa che ha esortato i fedeli a “imparare bene” che “la misericordia è più grande del pregiudizio” e a ricordare che “ogni incontro con Gesù ci cambia la vita” e che rappresenta “un passo avanti, un passo più vicino a Dio” e ci “riempie di gioia”. Da buon comunicatore Papa Francesco ha dialogato con la piazza e ha coinvolto la folla chiedendo ai pellegrini di ripetere insieme queste due frasi: “Ogni incontro con Gesù ci cambia la vita e ogni incontro con Gesù ci riempie di gioia”. Il Santo Padre è stato accontentato – come sempre – dai fedeli presenti oggi in piazza: pellegrini di tanti Paesi, di Zagreb e Zadara in Croazia, e di Bocholt in Germania. Con loro la scuola “Capitanio” di Seto-Shi, in Giappone, gli studenti dell’Illinois (Stati Uniti d’America) e quelli di Ferrol (Spagna). Senza dimenticare i devoti provenienti da Altamura, Matera, Treviglio, Firenze, Salerno, Venezia, Santa Severina e Verdellino. “Domani ricorre la Giornata Mondiale della Tubercolosi – ha aggiunto il Papa – preghiamo per tutte le persone colpite da questa malattia, e per quanti in diversi modi le sostengono. Venerdì e sabato prossimi – ha continuato – vivremo uno speciale momento penitenziale, chiamato ‘24 ore per il Signore’. Inizierà con la Celebrazione nella Basilica di San Pietro, venerdì pomeriggio, poi nella serata e nella notte alcune chiese del centro di Roma saranno aperte per la preghiera e le Confessioni. Sarà – possiamo chiamarla così – la festa del perdono, che avrà luogo anche in molte diocesi e parrocchie del mondo. Il perdono che ci dà il Signore si deve festeggiare, come ha fatto il padre della parabola del figliol prodigo, che quando il figlio è tornato a casa ha fatto festa, dimenticandosi di tutti i suoi peccati. Sarà la festa del perdono”. Infine, anche oggi, l’immancabile augurio “Buona domenica e buon pranzo”. (Gil – 23 mar)