Mogadiscio – “Abbiamo conosciuto Sonia Grieco durante una conferenza della società civile afgana nel 2010. Lei, da giornalista, faceva domande: era curiosa. E la cosa ha incuriosito anche noi. Così Intersos le ha aperto le porte: le abbiamo dato tutto il materiale per poter scrivere”. Ieri pomeriggio, a Roma, – dopo più di due anni da quel ricordo – il presidente e uomo storico dell’organizzazione umanitaria “Intersos” Nino Sergi ha presentato così il libro “Abbiamo stretto molte mani – Venti anni nelle emergenze umanitarie” (Carocci Editore). Nella sala Starlin Arush dell’Organizzazione umanitaria era presente anche l’autrice del volume, la giornalista Sonia Grieco, che in passato si è già occupata di esteri e cooperazione: “‘Abbiamo stretto molte mani’ è un libro che ha centinaia di protagonisti, ossia gli operatori umanitari di Intersos che sono divisi in 35 missioni – al 2012” ha precisato subito l’autrice riferendosi al suo “analitico lavoro di reportage”. Nel testo non sono ricordate tutte le attività portate avanti dall’Organizzazione nata nel 1992: “Abbiamo scelto di privilegiare le zone di guerra e le missioni che hanno segnato in maniera rilevante Intersos”. L ’implosione della Jugoslavia, la Somalia dopo Siad Barre, la Cecenia della nuova Federazione russa, la guerra in Afghanistan, l’invasione dell’Iraq, gli scontri fratricidi in Darfur, in Ciad e in Congo vengono trattati da un punto di vista diverso rispetto a quello istituzionale. “L’impressione che ho avuto è che non sempre le dinamiche del lavoro degli operatori nei teatri di guerra vengono ben raccontate. A volte, dove non arrivano i giornalisti, rimangono gli unici testimoni dei conflitti”. Alla presentazione del libro “Abbiamo stretto molte mani. Venti anni nelle emergenze umanitarie”, sui 20 anni di attività nelle emergenze umanitarie dell’Ong Intersos c’era anche Lapo Pistelli, viceministro agli Affari esteri con delega alla cooperazione internazionale: “Nel corso dei miei viaggi ho incontrato diversi operatori di Intersos. Comunicando con loro si può imparare molto di più rispetto alla lettura di un messaggio diplomatico”. (9colonne)