MAX GIUSTI AL SISTINA CON “DI PADRE IN FIGLIO”
Difficile tornare a esibirsi in teatro dopo tanti anni di televisione. La questione diventa più complicata quando il teatro non è uno qualunque, bensì il Sistina. “Da quando è venuto a mancare Pietro Garinei non me la sono più sentita di tornare qui. Ma mi è sembrato che con Massimo Romeo Piparo fossero tornate l’ energia creativa e la voglia di rischiare di un tempo. Una sera mi sono ritrovato a dirmi: ‘continui ad aprire scatole o ricominci a fare teatro?’”. E così Max Giusti torna al Sistina dal 1 al 13 aprile con “Di padre in figlio”, una rappresentazione completamente nuova che farà divertire ed emozionare il pubblico. Lo spettacolo è stato scritto da Max Giusti con Andrea Lolli, Claudio Pallottini e Giuliano Rinaldi e vede alla regia Marco Carniti. “Di padre in figlio” nasce da una domanda che rappresenta la chiave di tutto lo spettacolo: quando si smette di essere figli e si diventa genitori? Il protagonista è un attore “precario” di quarant’ anni che si trova ad affrontare una grande novità: un figlio di una settimana da far conoscere al padre che è in ospedale per fare un controllo. “Dopo cinque anni di assenza, volevo fare qualcosa di diverso. Lo spettacolo non è un one-man show, è il racconto di un padre -che però non sono io – che fa incontrare il suo futuro con il suo passato”. Ed è sorprendente scoprire quanto quarant’ anni possano modificare il rapporto tra padri e figli, fatto quasi sempre di silenzi, abbracci mancati e di “non detti”. Mentre Giusti ringrazia Carniti per “l’ allestimento contemporaneo dello spettacolo”, il regista sottolinea: “Max è capace di unire comico e drammatico. Tra noi si è creata una chimica, confermata dall’ interesse comune per i temi della crescita e dell’ educazione di cui tratta il monologo”. Ad accompagnare l’ attore-cantante sul palco del Sistina ci saranno sei giovani ballerine e le coreografie di Kristian Cellini. Tre canzoni inedite per la commedia, scritte e musicate da Gaetano Curreri, insieme a Saverio Grandi, Carlo Rizioli e Giuliano Rinaldi. “Ho scritto per colonne sonore, pubblicità, per film tv, ma è la prima volta che mi succede di comporre per una commedia teatrale. È stato facile perché il modo di fare teatro di Max coincide con il mio modo di comporre musica” ha ammesso il leader storico degli Stadio. Un suono “che colora le parole” ed evolve insieme alla storia fino alla fine, quando il protagonista si troverà di fronte a una grande opportunità. “Radio e tv in questi cinque anni mi hanno cambiato – concede Giusti – ma non sarei mai tornato qui con uno spettacolo ‘ sola’. Ci è voluto del tempo, ma ora sono pronto per tornare al Sistina”. (fac)
“DELIRIUM VITAE” AL KOPO’ DI ROMA
La precarietà, come nessuno mai l’ha raccontata. È questo il tema del nuovo spettacolo in scena al Teatro Kopó di Roma. Dal 4 al 6 aprile, Michele Vargiu e Giulio Federico Janni portano in scena “Delirium Vitae, la Repubblica del ‘le faremo sapere’”. Due uomini, insieme in una interminabile fila all’interno di una agenzia di lavoro interinale, aspettano. Aspettano il loro turno e con esso aspettano risposte, brandelli di certezza, il miraggio di un lavoro e di una vita stabile, semplice e ordinaria che sembra irraggiungibile. Mentre l’attesa sembra divorarli, tirando fuori i loro tic e le loro piccole ossessioni, cominciano a svelarsi pian piano l’un l’altro; e in un crescendo di dialoghi tanto surreali quanto tremendamente veri, insieme alle loro vite, ai loro amori e alle loro malefatte, vengono a galla anche i tanti problemi di un Paese che non riusciamo più a riconoscere, attanagliato dalla cultura sfrenata del consumo, da una politica incapace e da uno smarrimento generale di chi il Paese lo abita. In un susseguirsi di situazioni tragicomiche, scambi di battute incalzanti e “ritratti” di imbarazzante attualità, i due uomini protagonisti della pièce condurranno lo spettatore attraverso un universo parallelo e bizzarro, narrato con spietata leggerezza. Uno specchio della nostra realtà quotidiana sul quale riflettere e attraverso il quale concedersi il lusso di una sana, liberatoria risata. (Red)
“NINA” ARRIVA AL “LIBERO” DI MILANO
Un treno. Un biglietto del treno. Uno spettacolo da fare prima di partire. Una scommessa da giocare fino in fondo. Una storia di amore per la vita e amore per l’arte. Tutte questo è “Nina” (dall’1 al 6 aprile al Teatro Libero di Milano), liberamente ispirato a “Il gabbiano” di Anton Cechov, per la regia di Fabrizio Visconti con Rossella Rapisarda. Scritto dagli stessi Visconti e Rapisarda, lo spettacolo attraverso atmosfere rarefatte e momenti comici consente al pubblico di diventare partner intimo di un dialogo che tocca profondamente il tema del mistero dell’uomo e delle sue scelte, il mistero di questa insanabile e commovente sospensione tra terra e cielo, tra richiamo verso l’alto e bisogno di radici, celebrando così l’amore per la vita che seduce e spinge oltre, fino ad affermare con Cechov: “Com’è tutto meravigliosamente mescolato in questa vita…”. (PO / Red)
IN SCENA DOPO TRENT’ANNI ENEIDE DI KRYPTON
Torna sulle scene, a distanza di trent’anni dal debutto al Teatro Variety di Firenze, “Eneide di Krypton”, spettacolo cult degli anni Ottanta, diretto da Giancarlo Cauteruccio, con la collaborazione artistica dei Litfiba che ne composero le musiche originali, scaturite dalla creatività di Gianni Maroccolo e Antonio Aiazzi, poi divenute un fortunatissimo e mitico Lp “Eneide di Krypton”. Opera post-moderna per eccellenza, “Eneide di Krypton” fu rappresentata nei maggiori teatri italiani ed approdò, con grande successo, al Teatro La Mama di New York nell’autunno del 1984. A maggio – il 18 – tornerà con un nuovo allestimento al Teatro Studio di Scandicci. I materiali, le visioni, le musiche di quei giovanissimi artisti verranno rimessi in gioco da Giancarlo Cauteruccio, Gianni Maroccolo, Atnonio Aiazzi e Francesco Magnelli, per dar vita ad un’ emozionale forma di concerto/teatro. La colonna sonora originale dei Litfiba verrà eseguita, per la prima volta dal vivo, da Aiazzi, Magnelli e Maroccolo. Ora come allora, alla regia Giancarlo Cauteruccio, questa volta anche in veste di attore e voce narrante. Eneide torna in scena anche grazie al sostegno di coloro che stanno aderendo alla campagna di crowdfunding partita il 18 marzo su musicraiser.com. (red)
PADOVA: “ANALISI DI UNA CREAZIONE DI DANZA” CON BEATRICE LIBONATI
Prosegue a Padova la rassegna “Teatro Botanico. Incontri alla luce dell’Orto Botanico” a cura di Cristina Grazioli, docente del Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari dell’Università di Parma, in collaborazione con TPR – Teatro Popolare di Ricerca. Gli spettacoli – in programma fino a maggio – si tengono nell’Aula Emiciclo dell’Orto Botanico dell’ateneo. Lunedì 31 marzo, con inizio alle 12.30, si terrà la performance di Beatrice Libonati, intitolata “Analisi di una creazione di danza”. Beatrice Libonati, italiana nata in Belgio nel 1954, è considerata una tra le maggiori e più significative danzatrici della contemporaneità. È nota anche per essere collaboratrice artistica di Pina Bausch, con la quale lavora da molti anni in qualità sia di danzatrice che di assistente artistica nella storica compagnia di teatro-danza Wuppertaler Tanztheater, interpretando i grandi capolavori bauschiani in tutto il mondo. Insegna ai ragazzi nelle scuole e tiene stages in tutta Europa. (PO /red)
ALL’ELISEO MARIA PAIATO IN “MEDEA”
E’ in scena al Teatro Eliseo di Roma, dall’1 al 17 aprile, Maria Paiato in “Medea”. Traduzione e adattamento sono di Francesca Manieri mentre la regia è di Pierpaolo Sepe. Una straordinaria Paiato si misura con l’opera di Seneca: Medea è un personaggio estremo e definitivo, che questa volta viene guidata dalla potenza rigorosa e visionaria di Sepe. Prodotto dalla Fondazione Salerno Contemporanea, lo spettacolo ha debuttato in prima nazionale il 17 ottobre scorso al Piccolo Teatro di Milano. Con Max Malatesta e con Orlando Cinque, Giulia Galiani, Diego Sepe. (PO /red)