(8 apr) Nel cuore di Londra torna l’appuntamento internazionale per lo scambio dei diritti che ormai rappresenta un classico per il mondo dell’editoria: la London Book Fair, che si svolgerà da oggi fino al 10 aprile presso Earls Court One. Alla manifestazione, giunta alla 43esima edizione, parteciperanno una cinquantina di editori italiani, 23 dei quali esporranno nello stand collettivo di circa 120 metri quadri, realizzato dall’Associazione italiana editori (Aie) e dall’Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. Per la giornata di oggi, il network europeo Tisp (Technology and innovation for smart publishing), coordinato da Aie, ha organizzato in partnership con eSkills for Jobs 2014 (campagna di comunicazione e di sensibilizzazione della Commissione europea diffusa in tutti gli Stati membri sul tema delle competenze digitali, in favore della crescita quantitativa e qualitativa dell’occupazione) un confronto tra editori e aziende Ict sui risultati raggiunti nello sviluppo di nuove partnership. Questa edizione della London Book Fair registra la presenza di oltre 60 Paesi espositori con circa 1000 aziende straniere partecipanti. Oltre 25 i padiglioni internazionali. L’Associazione italiana editori, aderente a Confindustria, rappresenta sul piano nazionale e internazionale (in cui è presente in diversi board), le imprese che producono contenuti editoriali indipendentemente dal formato (carta, digitale) in cui vengono realizzati e distribuiti. “Tra i suoi obiettivi l’Associazione si prefigge di rappresentare e tutelare gli editori – spiega l’Aie -, di favorirne la crescita professionale, rimuovere gli ostacoli allo sviluppo di un moderno mercato editoriale, di contrastare i fenomeni di illegalità e mancato rispetto del diritto d’autore. Come pure di promuovere di favorire tutte quelle iniziative che siano di reale e concreto contributo alla diffusione della lettura, del libro, dell’allargamento del mercato domestico, oltre a favorire tutti i processi di internazionalizzazione delle imprese e della cultura italiana nel mondo”. (Red)