(8 apr) “In dieci anni di attività comune abbiamo percorso quasi 800mila chilometri per promuovere il vino italiano nel mondo. È come se fossimo andati 2 volte sulla luna, ma siamo convinti che ne sia valsa la pena e consapevoli che altrettanti ne percorreremo nei prossimi anni, perché il vino è un prodotto sempre più globale ed è giusto che sia raccontato in prima persona da chi lo produce da secoli”: parola di Piero Antinori, presidente dell’Istituto del vino italiano “Grandi Marchi”, che a Vinitaly ha fatto il punto sull’attività di internazionalizzazione dell’Istituto lunga un decennio. Antinori è stato nominato rappresentante dell’Istituto nel Comitato scientifico del Padiglione vino a Expo 2015. Le 19 cantine che fanno parte dei “Grandi Marchi” hanno investito in dieci anni circa 60 milioni di euro in attività di promozione, di cui 18 milioni finanziati attraverso i fondi Ocm (negli ultimi 5 anni). A questi vanno aggiunti 5,15 milioni di euro investiti congiuntamente nelle azioni comuni dell’Istituto Grandi Marchi. Un’attività di promozione portata avanti (“anche attraverso la costruzione dell’immagine del vino italiano sui mercati emergenti”, come recita lo Statuto) attraverso 248 missioni internazionali, 18 Paesi obiettivo, quasi 50mila incontri mirati con altrettanti operatori (buyer, giornalisti), oltre a centinaia di iniziative (75 walk around tasting, 74 seminari, 39 gala dinner, conferenze stampa, iniziative di promozione e altro). “Tra le azioni più significative che abbiamo perseguito è da citare la partnership con l’Institute of Masters of Wine, l’accademia londinese con 312 membri selezionati in tutto il mondo che da sessant’anni si occupa di formare i più qualificati e influenti esperti internazionali di vino. Non è un caso – ha proseguito Antinori – se proprio quest’anno il loro Simposio quadriennale, dopo oltre 30 anni di tappe in tutto il mondo, debutterà per la prima volta in Italia – a Firenze – dal 15 al 18 maggio. Si tratta di un appuntamento fortemente voluto dai ‘Grandi Marchi’, che porterà l’Italia all’attenzione degli ambienti internazionali più influenti”. (Roc)