(11 apr) Quello tra Italia e Francia è un rapporto storicamente caratterizzato da rivalità reciproca, ma anche da una necessaria interdipendenza tra due Paesi vicini geograficamente e culturalmente. Un’interdipendenza molto forte anche a livello economico, come dimostrano gli ultimi dati. In un contesto internazionale contraddistinto da una ripresa fragile, gli investitori italiani mantengono elevato il loro interesse per il mercato francese. Su 685 progetti di investimento estero registrati in Francia nel 2013, 64 progetti provengono dall’Italia (9,3%), che realizza così un risultato superiore rispetto al 2012, considerato fino ad ora il migliore degli ultimi dieci anni. È quanto si legge in una nota diffusa dall’Agenzia francese per gli investimenti internazionali e dall’ambasciata di Francia in Italia. “Questi 64 progetti italiani – spiega la nota – consentiranno di creare o mantenere circa 2500 posti di lavoro (+17% rispetto al 2012). A fronte dei ribassi dei risultati dei due paesi che tradizionalmente investono maggiormente in Francia, Stati Uniti (-22 %) e Germania (- 6%), l’Italia rafforza notevolmente la sua posizione di terzo paese per il numero di progetti sviluppati in Francia. L’Italia si colloca al secondo posto europeo, mentre va ricordato che occupava solamente la sesta posizione nel 2007”. La Lombardia è storicamente la prima regione ad in vestire in Francia con una media del 33% dei progetti (dal 2008). Con il 52% dei progetti nel 2013, la Lombardia registra un risultato eccezionale, davanti al Piemonte (14%), l’Emilia-Romagna (11%) e il Veneto (11%). “Come negli anni precedenti – si legge sempre nella nota diffusa dall’Afii e dall’ambasciata francese -, la maggioranza dei progetti riguarda i settori tradizionali dell’economia, con un predominio della meccanica e della metallurgia. L’anno 2013 segna però una forte progressione del settore alberghiero, turistico e ristorazione (13% dei progetti), e del settore tessile, moda e abbigliamento (13%)”. Per quanto riguarda la natura degli investimenti italiani realizzati oltralpe, le attività di produzione rappresentano la parte preponderante (41% dei progetti), un risultato che conferma la presenza storica delle industrie tradizionali italiane sul territorio francese. Seguono poi i centri decisionali (19%) e i servizi alle imprese (14%). Si nota infine la progressione delle attività di ricerca e sviluppo (11% dei progetti italiani). “La relazione economica italo-francese è sempre più forte. Ricordo che entrambi i paesi sono l’uno per l’altro il secondo partner” afferma l’ambasciatore francese in Italia Alain Le Roy, sottolineando che la diplomazia economica promossa dal ministro Laurent Fabius “si traduce con una cooperazione quotidiana tra l’ambasciata di Francia e l’ Agenzia francese per gli investimenti internazionali per favorire lo sviluppo della destinazione Francia. Sono lieto di vedere che l’Italia è sulla stessa linea con il suo piano Destinazione Italia”. “Questi risultati confermano il dinamismo e la reattività degli imprenditori italiani. Accanto ai grandi gruppi italiani, la cui presenza storica si va rafforzando, emergono numerose piccole e medie imprese che trovano nel mercato francese uno spazio favorevole alla propria internazionalizzazione. Complessivamente, dal 2008, gli imprenditori italiani hanno avviato 338 progetti di investimento che hanno creato o mantenuto circa 16.000 posti di lavoro” ricorda Hervé Pottier, direttore Italia dell’Afii. (Roc)