Le differenze tra ricchi e poveri non sono più una questione di classe ma una questione geografica. Due terzi delle differenze di reddito sono dovute al Paese in cui una persona nasce o vive.
Lo ha dimostrato tempo fa il capo ecomomista della Banca Mondiale Branko Milanovic mentre sul sito neodemos,it Andrea Stuppini ha documentato come il mondo ricco si stia recintando. Con muri, mine, fili spinati e guardacoste. Alle barriere tra Stati Uniti e Messico si stanno aggiungendo quelle tra Messico e Guatemala, perché adesso è il Messico a temere l’invasione dei poveri. Dopo aver protetto le Canarie, la Spagna ha di nuovo recintato le sue enclaves in Marocco. Tra Grecia e Turchia il confine più presidiato è quello del fiume Evros, largo venti metri e con un numero di transiti spesso superiore a quello di Lampedusa. Nel 2013 l’aumento della sorveglianza sul fiume e la costruzione di una barriera di 10 chilometri ha deviato i flussi migratori da un lato verso la Bulgaria e dall’altro verso le isole dell’Egeo. C’è il muro tra i territori palestinesi e quello israeliano. Ed è invalicabile il confine tra le due Coree, presidiato militarmente da sessant’anni.
Una imponente opera di fortificazione è in atto presso il confine tra India e Bangladesh che condividono una frontiera di 3.900 chilometri. Circa il 70% è coperto da una rete di filo spinato elettrificato eretta dalle autorità indiane per proteggere il proprio territorio da migranti indesiderati.
Un sistema di protezione è presente anche al confine tra Arabia Saudita e Yemen per frenare il transito dai poverissimi paesi del Corno d’Africa verso quelli ricchissimi del Golfo Persico. All’estremità orientale del Borneo è in costruzione una barriera di 5 km, sul confine tra Indonesia e Malesia. Infine c’è l’Australia, che per tener lontani i migranti irregolari finanzia centri di identificazione e detenzione su due isole al di fuori delle proprie acque territoriali.
In molti casi le barriere non servono a respingere i migranti ma li inducono a intraprendere percorsi più rischiosi, come dimostrano i 20 mila morti nelle traversate mediterranee.
(14 apr)