(5 mag) La spesa per Ricerca e Sviluppo in Italia è inferiore a quella dei principali paesi europei. Da noi si spende l’1,2 per cento del PIL (media del quinquennio 2006-2010), contro il 2,7 della Germania e il 2,2 della Francia. La componente pubblica e quella privata della spesa, in rapporto al PIL, risultano entrambe inferiori a quelle dei principali paesi industrializzati, anche se lo scarto maggiore lo si registra nella componente privata. In termini assoluti la spesa dell’Italia per R&S ammontava nel 2011 a 24,8 miliardi di dollari a parità di potere d’acquisto, meno della metà di quella francese e meno del 30 per cento di quella tedesca. Tra il 2000 e il 2007 (ultimo anno prima della fase recessiva) essa era cresciuta – in termini reali – più che negli altri paesi. Secondo i dati Istat e OCSE, in media nel quinquennio 2006-2010 operavano in Italia 97 mila ricercatori contro i 224 mila della Francia, i 304 mila della Germania, i 250 mila del Regno Unito e i 128 mila della Spagna. Nella graduatoria stilata da Webometrics, solo 2 enti italiani (CNR e INFN) si collocano tra i primi 100 enti di ricerca a livello mondiale (rispettivamente al 17° e al 22° posto). In altre graduatorie figurano bene anche l’Agenzia spaziale italiana (ASI) e l’Istituto italiano di tecnologia (IIT).
http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/quest_ecofin_2/qef219/QEF_219.pdf