Non solo F35, si può fare di più. E’ questo lo slogan scelto dal vicepresidente della Camera Roberto Giachetti insieme al segretario del Partito per la tutela dei diritti dei militari e delle forze di polizia Marco Comellini per i risparmi nel settore della Difesa. Proposte che porterebbero a “un risparmio strutturale e definitivo di 500 milioni di euro” e che potrebbe raggiungere 1 miliardo di euro se si prendesse in considerazione anche il riutilizzo delle strutture del dicastero e delle caserme dismesse. Le proposte illustrate oggi da Giachetti e Comellini riguarderebbero l’intero comparto del dicastero; tra le voci da rivedere l’eliminazione delle “disposizioni che garantiscono incentivi per evitare l’esodo dei piloti militari verso le compagnie aeree civili” con un risparmio di 5 milioni l’anno. Si risparmierebbero invece 5,2 milioni di euro l’anno, eliminando le spese di indennità di missione dei membri dei consigli della rappresentanza militare. Infatti “i membri dei consigli – si legge nel testo riassuntivo delle proposte – fruiscono del trattamento di missione intero o forfettario di 110 euro al giorno a differenza del restante personale che per disposizioni per il contenimento della spesa è obbligato a fruire di vitto e alloggio a carico dell’amministrazione”. Tra i tagli proposti da Giachetti e Comellini anche l’eliminazione “dell’attribuzione agli ufficiali delle forze armate e gradi equiparati e forze di polizia del trattamento economico previsto per i colonnelli/primo dirigente al compimento di 13/15 anni di servizio e di brigadiere generale/dirigente superiore con 23/25 anni di servizio, pur non rivestendo il relativo grado o funzione detta anche ‘omogenizzazione stipendiale’”: la proposta è quella di un “assegno funzionale previsto per gli ufficiali provenienti dai ruoli inferiori”. Un’altra fonte di risparmio, secondo Giachetti, potrebbe provenire dalla eliminazione della “promozione a grado superiore alla vigilia congedo” che “attribuiscono benefici economici al personale in servizio per un solo giorno con effetti di natura pensionistica”: una pratica che il vicepresidente della Camera definisce un “privilegio da casta ottocentesca” e un “retaggio degli anni ‘80”. Si eliminerebbe inoltre il trattamento di ausiliaria destinato al personale militare arrivato al limite dell’attività lavorativa, che attualmente può chiedere di restare a disposizione dell’amministrazione: “L’eliminazione dell’ausiliaria – spiega Giachetti – porterebbe a un risparmio di 430 milioni l’anno per il solo 2014-2015”. E’ invece di 6,3 milioni di euro il risparmio che deriverebbe dalla revisione degli accordi tra Stato e Chiesa cattolica sul personale religioso a disposizione dell’esercito che attualmente grava sulle casse italiane e non del Vaticano. Una questione che secondo Giachetti andrebbe affrontata al più presto da governo e Stato italiani insieme alla Santa Sede, “lasciando la possibilità per i militari di avvalersi dell’assistenza spirituale da parte del personale religioso”, purché questo “non gravi sulla comunità”. Il personale religioso a disposizione dei militari percepisce attualmente uno stipendio superiore a “qualsiasi religioso a carico della Chiesa cattolica”, spiega Giachetti: Un cappellano che percepisce uno stipendio a carico delle casse dello Stato, guadagna inizialmente “1700 euro per arrivare a uno stipendio di 4000 euro al mese”, mentre un parroco stipendiato dalla Chiesa cattolica guadagna tra i 988 e i 1200 euro circa. Non meno importante la questione della dismissione dei beni immobili di proprietà della Difesa: la proposta di Giachetti e Comellini prevede che, oltre alla vendita degli edifici e delle ex caserme, si valuti la possibilità di “trasferire in quegli edifici i tanti uffici che sono in affitto a carico dell’amministrazione dello Stato”: palazzi come quelli romani di San Lorenzo in Lucina o di piazza del Popolo “sono edifici per i quali l’amministrazione paga fior di affitti”, spiega Giachetti: “Trasferire gli uffici negli immobili inutilizzati è un ragionamento che si può fare – continua Giachetti – Alcuni immobili possono essere valorizzati con la vendita, ma molti potrebbero essere usati in questo senso” con un risparmio importante per lo Stato, dal momento che le previsioni di spesa di locazione per le prefetture, la polizia, i carabinieri, i vigili del fuoco, la guardia di finanza è di 413.729.047 di euro. Infine, Giachetti e Comellini propongono l’abolizione della sip, cioè della “speciale indennità pensionabile”, l’emolumento che equivale a circa 21 mila euro al mese previsti nella busta paga di capo della polizia-direttore generale della pubblica sicurezza, comandante generale dell’Arma dei carabinieri, al comandante generale della Guardia di finanza, al capo dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, al capo del Corpo forestale dello Stato, al capo di Stato maggiore della difesa e ai capi di Stato maggiore dell’Esercito, della Marina militare, dell’Aeronautica, e al segretario generale/direttore nazionale degli Armamenti. Eliminando l’indennità, lo Stato risparmierebbe un totale di 2,5 milioni all’anno. Si tratta, secondo Giachetti, di “una proposta in linea con i provvedimenti del governo Renzi riguardanti il tetto massimo agli stipendi dei dirigenti della pubblica amministrazione, dato che l’indennità è destinata ai vertici della Difesa”. Gli emendamenti sono il frutto di un “lavoro che Marco Comellini sta facendo da anni” ma è proprio ora, secondo Giachetti, che queste misure possono trovare “terreno fertile” per essere accolte dall’esecutivo. Con queste proposte, ci sarebbe, secondo il vicepresidente della Camera, un “ripareggiamento delle opportunità tra militari comuni e vertici” e sarebbe “un bel segnale per i nostri militari”. (Cle – 6 mag)