(9 mag) Probabilmente saranno in molti a provare “Nvidia” per l’università di Parma. L’ateneo è stato selezionato infatti da Nvidia, multinazionale leader mondiale nella produzione di schede video per personal computer (che recentemente si è affermata anche nel campo dello sviluppo di strumenti hardware di accelerazione del calcolo scientifico) come Cuda Research Centre. Cuda (acronimo di Compute unified device architecture) è un’architettura hardware per l’elaborazione parallela creata da Nvidia. Il lavoro di ricerca, grazie a cui l’università di Parma ha ottenuto questo riconoscimento, consentirà di prevedere in tempo reale l’evoluzione di fenomeni come un allagamento e ridurre i danni conseguenti. Il merito è in particolare delle attività di studio svolte dal professor Alessandro Dal Palù del Dipartimento di Matematica e Informatica, dal professor Paolo Mignosa e dall’ingegner Renato Vacondio del Dipartimento di Ingegneria Civile, dell’Ambiente, del Territorio e Architettura. “I ricercatori dell’Università di Parma – si legge in una nota – hanno raggiunto questo obiettivo in seguito alle ricerche condotte nel campo della modellazione numerica dei fenomeni di allagamento mediante codici di calcolo paralleli in linguaggio Cuda. Tali codici sono stati sviluppati in modo da sfruttare la potenza di calcolo delle schede video prodotte dalla stessa Nvidia per effettuare previsioni in tempo reale dei fenomeni di allagamento e fornire così un importante supporto nei processi decisionali durante gli eventi di piena”. Attraverso l’utilizzo di questi algoritmi è stato per esempio possibile ricostruire rapidamente la piena dello scorso gennaio sul fiume Secchia, che ha causato l’allagamento di diverse decine di chilometri quadrati e danni stimati per oltre quattrocento milioni di euro. E lo sviluppo di questi strumenti di calcolo permetterà in futuro di reagire meglio a questi fenomeni. (Red)