(14 mag) È un vero e proprio boom quello registrato dall’export lombardo in Bulgaria nel 2013 rispetto al 2012: +17,1% in un anno. Si tratta, per le esportazioni regionali, della maggiore crescita verso l’Europa nell’ultimo anno. È quanto emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati Istat. Prendendo in considerazione i primi 25 Paesi di destinazione, la Bulgaria precede la Russia (+13,3%), i Paesi Bassi (+9,1%) e il Regno Unito (+7,7%). In generale, le esportazioni lombarde superano nel 2013 il mezzo miliardo di euro di valore, oltre un quarto del totale italiano, e privilegiano il manifatturiero, soprattutto i macchinari (113 milioni di euro circa, +78,7% in un anno) e i prodotti in metallo. Le province più attive sono Milano (29,1% dell’export regionale, +53,9% dal 2012 al 2013), Bergamo (21,4%, +36,2%) e Brescia (16,2%, +13%). In forte crescita anche Pavia (+64,4%). L’import lombardo dalla Bulgaria è invece di oltre 400 milioni di euro e si concentra su articoli farmaceutici e chimico-medicali (38,3% del totale manifatturiero). Più della metà va a Milano (57,9% del totale 2013), seguono sempre Bergamo e Brescia. Un dato rilevante è quello di Como, che raddoppia il suo import in un anno Como. (+96,8%). Delle opportunità di sviluppo in Bulgaria se ne è parlato nel corso di un convegno svoltosi oggi a Palazzo Turati, sede della Camera di Commercio di Milano: nel corso dell’iniziativa sono stati presentati i programmi di sviluppo, la disciplina degli affari, i finanziamenti e gli incentivi per le imprese che investono in Bulgaria, con focus in particolare sui settori agroalimentare, meccanica, nuove tecnologie, elettronica – elettrotecnica e legno – arredo. È intervenuto anche il vice ministro dell’Economia e dell’Energia della Repubblica di Bulgaria, Anna Yaneva. Al termine del convegno – organizzato tra gli altri da Promos, azienda speciale della Camera di commercio di Milano per le attività internazionali – si sono tenuti incontri bilaterali tra i rappresentanti della delegazione bulgara e gli imprenditori italiani. (Red)