(22 mag) Nella lotta al contrabbando nucleare entra in scena MODES_SNM. Testato con successo nei porti di Rotterdam, Dublino e in un aeroporto inglese, è un progetto “molto di italiano” visto che l’Università di Padova è la coordinatrice scientifica del progetto. Chi dice MODES_SNM dice Mobile Detection System for Special Nuclear Material: il progetto ha preso il via nel gennaio 2012 e mira a costruire il prototipo di un sistema mobile modulare di rivelazione per sorgenti radioattive e materiale speciale nucleare. Che il problema di intercettare alle frontiere il traffico illegale sia di estrema importanza è testimoniato dal fatto che l’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica (IAEA), dal 1993 al 2006, ha reso noto che sono stati rivelati in tutto il mondo ben 1080 eventi confermati di traffico illegale di materiale radioattivo e nucleare. Il Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Padova ha coordinato scientificamente in questi trenta mesi il team composto dall’Università dell’Insubria, Università di Liverpool, Politecnico di Zurigo, Istituto di Ricerche Nucleari di Varsavia, Dogane Irlandesi e due industrie, la svizzera ARKTIS specializzata in rivelatori per radiazione ionizzante, oltre l’italiana CAEN, azienda leader nella produzione di elettronica nucleare. Oggi, dopo i primi venti mesi in cui sono state sviluppate le componenti del sistema (rivelatori, elettronica, software) poi integrate e qualificate in laboratorio, il sistema finale, in cui l’Ateneo patavino ha progettato il software per l’acquisizione dei dati, l’analisi e la definizione delle informazioni da fornire all’operatore, è stato montato all’interno di un veicolo in modo da potere essere utilizzato dagli utenti come sistema mobile. (Gil)