“La premiazione dei lavori predisposti dagli studenti al termine di un percorso di educazione alla legalità perpetua il ricordo del sacrificio di Giovanni Falcone, di sua moglie Francesca Morvillo e degli agenti addetti alla sicurezza Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. Il tema della penetrazione delle associazioni criminali nel mondo degli affari e dell’ imprenditoria è di spiccata attualità. Si tratta, infatti, di un fenomeno particolarmente preoccupante per la sua diffusione e per l’ incidenza sulle attività produttive e, più in generale, sull’ economia nazionale. Per contrastare tale pervasiva presenza e fuorviante influenza, è indispensabile il coinvolgimento delle forze sane della società”. Queste sono alcune delle parole che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato in un messaggio in occasione della 22esima commemorazione delle stragi di Capaci e di via D’ Amelio, accompagnata dall’ iniziativa “La nave della legalità” che, salpata ieri notte da Civitavecchia con a bordo 1500 studenti di scuole di tutta Italia, questa mattina è entrata nel porto di Palermo. Il messaggio del presidente è stato letto da uno dei bambini presenti nell’ aula bunker dell’ Ucciardone di Palermo, dove fu celebrato il “maxiprocesso” contro oltre 400 mafiosi e dove ha avuto luogo la commemorazione.
L’INIZIATIVA L’iniziativa è organizzata dal Miur, in collaborazione con la fondazione Falcone, guidata dalla sorella del magistrato ucciso dalla mafia 22 anni fa. Presenti all’evento anche il presidente del Senato Pietro Grasso e il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini. “Il nostro compito, il mio compito, quello di chi insegna e di chi coordina, è combattere il grande alleato della mafia che è l’ignoranza” ha affermato il ministro dell’Istruzione durante il dibattito con gli studenti della Nave della Legalità. “Va combattuta soprattutto la cultura della complicità che può contagiare anche lo Stato” prosegue Giannini. Grasso ha voluto ricordare per nome tutti gli agenti uccisi nelle stragi di Capaci e di via d’Amelio nel ’92, perché “di solito vengono liquidati nel ricordo con un unico sostantivo, quelli delle scorte”. Il presidente del Senato ha lanciato un appello agli studenti presenti all’Ucciardone ricordando loro che “per sconfiggere la mafia bisogna lottare qualsiasi forma di illegalità, dal lavoro nero alla corruzione. Andrete incontro a sonore sconfitte ma non fermatevi, andate avanti difendendo sempre i veri valori quelli che ci hanno insegnato Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”. Unica “nota stonata” la polemica innescata dal presidente della commissione antimafia dell’Assemblea regionale siciliana, Nello Musumeci. “Meno retorica e più legalità. Questo il modo migliore per ricordare il sacrificio di Giovanni Falcone e delle vittime della strage di Capaci – ha affermato -. C’è ormai in giro per la Sicilia una diffusa stanchezza: cortei, convegni, premi, Navi della legalità. Basta. Non se ne può più”. (23 mag – Sid)