Gli italiani si dichiarano favorevoli al divorzio breve. Secondo le rilevazioni dell’Eurispes circa otto italiani su dieci, l’84%, sono d’accordo con la proposta di modifica per ridurre i tempi processuali che è stata approvata di recente in commissione alla Camera e che da domani sarà discussa nell’Aula di Montecitorio. Si tratta di un orientamento stabile e ben radicato presso l’opinione pubblica come confermano i dati rilevati negli ultimi tre anni: se i favorevoli al divorzio breve in assenza di prole erano l’82,2% nel 2012, sono passati all’86,3% nel 2013 per attestarsi all’attuale 84%. Ad essere contrario è invece il 15%: le remore, secondo l’Eurispes, “sono probabilmente ascrivibili al credere profondamente nell’indissolubilità del vincolo matrimoniale e al ritenere che abbassando le ‘barriere all’uscita’ del legame che regola la vita di una coppia sposata si possa portare le persone ad affrontare con più leggerezza questo passo”.
IL COMMENTO – “Famiglia e diritto sembrano evocare due mondi inconciliabili. L’una rimanda ai sentimenti primitivi degli esseri umani, in grado di condizionarne l’esistenza; l’altro rappresenta lo spazio delle regole del vivere comune e, dunque, a differenza della prima, ispirato ai princìpi di generalità e astrattezza” afferma l’avvocato Andrea Catizone, direttrice dell’Osservatorio sulle famiglie dell’Eurispes. Queste due realtà devono trovare punti di convergenza nell’universo giuridico che regolamenta e determina il modo attraverso il quale gli affetti devono svolgersi. “Sarebbe ed è sbagliato collocare oggi tale dibattito nel solco delle divergenze tra il mondo cattolico e non. La famiglia, oggi più che mai è quell’aggregato di persone che, al di là dei vincoli di sangue, per loro natura indissolubili, fa unire soggetti in nome di un sentimento supremo che è l’amore per l’altro o l’altra”. (Cle – 25 mag)