(26 mag) Era il 4 giugno 1994. A Roma, a causa di un attacco cardiaco, moriva l’attore e regista Massimo Troisi. Aveva 41 anni. Esponente della nuova comicità napoletana – insieme a Lello Arena ed Enzo Decaro – l’artista ha lasciato un segno nella storia dello spettacolo italiano. Impossibile non conoscere il film “Il Postino”, impossibile non aver visto almeno uno sketch de “La Smorfia”. E ora che si avvicina il ventesimo anniversario della sua scomparsa, eventi in omaggio a Troisi certo non mancano. Anche oltreconfine. A Lisbona ad esempio, all’Istituto Italiano di Cultura, il 5 giugno è in programma una giornata dedicata interamente al regista di “Pensavo fosse amore… invece era un calesse”. La retrospettiva sull’attore napoletano “Ricordando Massimo Troisi” inizierà alle 11 con la proiezione di “Ricomincio da tre”, alle 15 invece, è in programma “Scusate il ritardo”. Poi, alle 17, sarà la volta di “Non ci resta che piangere”. Clelia Bettini – dottoressa e traduttrice di letteratura portoghese – avrà, invece, il compito di tracciare un ritratto dell’attore. La serata si concluderà con la visione dell’ultimo film girato da Troisi: “Il Postino”. Tratto dal romanzo del cileno Antonio Skármet “Il postino di Neruda” e diretto da Michael Radford, vede protagonisti – insieme a Troisi – Philippe Noiret, Maria Grazia Cucinotta, Linda Moretti, Renato Scarpa. Il film, girato nel 1994, riuscì a ottenere ben cinque candidature per gli Academy Awards 1996: miglior film, miglior attore per Troisi, miglior regia per Radford, miglior sceneggiatura non originale e miglior colonna sonora, firmata dal compositore argentino Luis Bacalov. Soltanto quest’ultima nomination però, divenne una statuetta. (Gil)