Il Pd trionfa alle elezioni europee e non solo in Italia. All’estero il partito di Renzi ottiene il 39,3% con 30.370 voti. L’affluenza è stata bassa, quasi del 6%, ma anche gli italiani all’estero hanno confermato il risultato degli elettori residenti in Italia: il Partito democratico riesce anche negli altri paesi europei a doppiare il risultato del M5s che all’estero non raggiunge il 20%: il movimento di Beppe Grillo ottiene infatti 14.497 voti con una percentuale del 18,7%. Male, anche peggio che in Italia, il partito di Silvio Berlusconi che all’estero ottiene solo l’11,97% con poco più di 9 mila voti, mentre L’altra Europa con Tsipras e Verdi Europei-Green Italia ottengono una percentuale più alta che in Italia rispettivamente con un 6,8% e un 6,3% di voti. Sotto il 4% il Nuovo Centro Destra–Udc (3,43%), Io Cambio – Maie che però all’estero arriva al 3,27% (molto meglio rispetto allo 0,2%), Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale (3,2%), Scelta Europea (2,31%); Idv (2,17), Lega Nord-Die Freiheitlichen-Basta €uro (2,12%); Svp (0,76%). A parte l’affluenza, che era bassa anche nelle precedenti europee con il 7% di votanti, molti i cambiamenti e soprattutto una situazione politica molto diversa rispetto al giugno del 2009: a partire dal risultato della destra che quell’anno si presentava unita sotto il simbolo del Pdl, ottenendo un ottimo 35,1% e il Pd era il secondo partito con il 22,8%: il Pd ha recuperato in quattro anni 17 punti percentuali. La destra allora non era divisa, ma non c’era nemmeno Beppe Grillo che però all’estero continua a non sfondare (anche se l’M5s migliora rispetto alle ultime elezioni politiche, quando conquistò un misero 10%). Nel 2009 il terzo partito era l’Italia dei Valori, ma era prima dello scandalo che ha coinvolto Di Pietro nel 2012, quello che ha portato alla scomparsa politica del partito: anche all’estero l’Idv ha avuto un vero e proprio tracollo passando dal 13,6% del 2009 al 2,7%. Sempre nel 2009, la sinistra radicale si presentava divisa con Sel al 7,3% da una parte e Rifondazione comunista-Sinistra europea-Comunisti italiani al 3,7%, un risultato migliore anche della Lista Tsipras oggi. Stabile la Lega Nord che nel 2009 era al 2,7% e ora, in coalizione con Die Freiheitlichen-Basta €uro resta al 2,1%. Soddisfatto il responsabile del Pd estero Eugenio Marino che commenta così il risultato ottenuto all’estero: “Anche tra gli italiani in Europa il Partito democratico stravince e stacca il M5S di 20 punti percentuali, aumentando in termini assoluti i suoi voti rispetto al 2009, nonostante il leggero calo dei votanti”. Secondo Marino il Pd è “l’unico partito del centrosinistra che aumenta i propri consensi, vincendo in tutti i principali paesi a forte presenza di cittadini italiani”. Il risultato ottenuto, secondo il responsabile del Pd estero, “conferma la volontà europeista dei nostri connazionali fuori dall’Italia” che “hanno bocciato severamente i partiti italiani antieuropeisti e antieuro”. “Questo risultato – conclude Marino – conferma anche all’estero il consolidamento di un lavoro del Pd radicato nei territori, nella società e in un contesto italiano ed europeo non settoriale e chiarisce il velleitarismo di progetti legati esclusivamente alle politiche degli italiani all’estero e slegati dal contesto generale italiano”. A esprimere soddisfazione per i risultati all’estero di queste europee il presidente del Maie Ricardo Merlo che si presentava con una lista insieme a Io Cambio. “Il Maie – dichiara Merlo – ha raccolto una sfida impegnativa, presentandosi a queste elezioni con candidati e una lista propria, che all’estero si è posizionata tra i principali partiti. Ma il primo vero successo ottenuto grazie alla partecipazione a queste elezioni è il raggiungimento di una grande visibilità a livello nazionale ed europeo”. Deluso invece il senatore di Per l’Italia eletto all’estero Aldo Di Biagio che parla di “debacle di Scelta europea” che non supera il 4% né in Italia né all’estero e che “pone fine a un progetto a cui ho creduto e al quale mi ero dedicato con entusiasmo” ma che “si è consumato – aggiunge Di Biagio – dall’arroganza e dai personalismi di chi sembrava aver perso il contatto con la realtà. Ma i dati – prosegue Di Biagio – confermano anche un’inversione di rotta rispetto alle cataclismatiche aspettative dei pensatori e dei media: confermano la voglia di Europa del Paese, ma di un’Europa che sappia costruirsi entro parametri nuovi”.
(Cle – 27 mag)