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“Il nuotatore”, il nuovo thriller di Joakim Zander

it@withub.it by it@withub.it
30 Maggio 2014
in Archivio speciali - Libri
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“IL NUOTATORE”, IL NUOVO THRILLER DI JOAKIM ZANDER

Damasco, primi anni ‘80. Una donna va verso un’auto, il suo compagno, un agente segreto, tenta di raggiungerla, e porta in braccio una bambina, tentando di proteggerla. La donna mette in moto l’auto, che esplode, inaspettatamente. Lei muore, il suo compagno si ritrova in terra, con il suo corpo protegge sua figlia, miracolosamente illesa. Ma è costretto ad abbandonarla presso l’ambasciata svedese, per salvarla. Bruxelles, trent’anni dopo. Klara Walldéen – assistente di una nota parlamentare europea – entra in possesso di informazioni sensibili e riservatissime. È in pericolo, quei file riservati e trafugati non devono per nessun motivo essere diffusi. E chi ne è a conoscenza deve essere eliminato. Sempre a Bruxelles, un giovane e rampante lobbista senza scrupoli, George Loow, riceve un incarico da una misteriosa e ambigua società americana: raccogliere informazioni su Klara Walldéen e il suo ambiente di lavoro. Tre personaggi coinvolti in una tela di ragno da cui sembra impossibile liberarsi e che può costare la vita. Tre personaggi legati da fili oscuri e invisibili, vincoli di sangue e di interesse che devono decifrare per sopravvivere. “Il nuotatore” (Bompiani, pp. 464, pp. 19) di Joakim Zander non è solo un thriller adrenalinico. È il conflitto di uomini e donne con il proprio passato e la ricerca di un riscatto. È il ritratto di una classe politica europea meschina e affaristica e, soprattutto, è la storia di una donna, Klara, del suo coraggio e della sua sfacciata libertà. (Red)

“L’ITALIA DEI SOGNI” A MILANO, TRA GLI ABRUZZESI E PUGLIESI DI LOMBARDIA

“L’Italia dei sogni”, l’ultimo libro di Goffredo Palmerini edito da One Group, andrà prossimamente in missione a Milano, tra gli Abruzzesi e i Pugliesi di Lombardia, in un evento promosso e organizzato per il pomeriggio del 6 giugno dai due sodalizi abruzzesi di Rho e Milano e dall’associazione regionale Pugliesi del capoluogo lombardo. L’incontro sarà occasione per una riflessione a tutto campo sull’emigrazione italiana, sulla storia e sulle valenze dell’ “altra Italia” costituita da 80 milioni di italiani nel mondo. Appuntamento a Milano, venerdì 6 giugno alle 17, presso l’Auditorium Creval. Dopo il saluto di Enzo Rocca, vicedirettore generale del Credito Valtellinese, interverranno Angelo Dell’Appennino, presidente dell’Associazione Abruzzese e Molisana “Raffaele Mattioli” di Milano, Domenico D’Amico, presidente dell’Associazione Abruzzese e Molisana “La Majella” di Rho, Francesco Lenoci, vicepresidente dell’Associazione regionale Pugliesi di Milano e docente presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, Francesca Pompa, presidente One Group Edizioni, e per le conclusioni l’autore del volume. L’iniziativa sarà deliziata dalle eccellenze enogastronomiche di Abruzzo e Puglia, attraverso le proposte dei marchi aquilani Momenti di Caffè e il famoso Ristorante Tre Marie, quindi del brand pugliese Italy Food and Wine di Manduria. La presentazione del volume “L’Italia dei sogni” a Milano segue di un paio di giorni la presentazione che si terrà presso la Biblioteca civica di Bressanone, promossa dalla locale Associazione Culturale Millan che, con tale evento, conclude il ciclo di incontri con tre scrittori: Beatrice Immediata, Vincenzo Esposito e appunto, il 4 giugno alle 18, Goffredo Palmerini. La conversazione con Palmerini – dal titolo “La scrittura tra informazione e letteratura, con la passione per l’italianità” – sarà condotta da Luigi Casale, presidente dell’Associazione Millan e già docente di letteratura italiana all’Università di Clermont Ferrand (Francia). Brani tratti dal volume saranno letti da Claudia Falcinelli e Paola Modena. Nel corso della missione in Trentino Alto Adige e Lombardia, richiesto da associazioni culturali, Palmerini avrà incontri preparatori in vista di altre iniziative di presentazione del suo libro, in autunno, a Mantova, Trento e Desenzano del Garda. (Red)

I DUE VOLTI DELL’IPOCONDRIA IN “GUARIRE LA MALATTIA CHE NON C’E’”

La paura delle malattie esiste da sempre, poiché la malattia è indissolubilmente legata alla vita, ma mai come oggi si è consapevoli dell’importanza della salute, alla quale dedichiamo attenzioni a volte persino eccessive. Certo, tutti ci preoccupiamo di condurre uno stile di vita sano, quando però è la paura di ammalarsi a prendere il sopravvento, allora si può essere in presenza di un disturbo psichico. Esistono i “sani che si credono malati” e i “malati che si credono sani”: ecco i due volti dell’ipocondria. Da un lato, l’ipocondriaco manifesta la tendenza a voler spiegare ogni minimo sintomo sottoponendosi a continui esami diagnostici, oppure, sul fronte opposto, esprime la sua paura negando ogni sintomatologia, rifiutando consulti medici per il timore di trovarsi faccia a faccia con lo stato inaccettabile di “ammalato”. Due volti, dunque, che però sono espressione di un medesimo problema in grado di avvelenare la vita di chi ne soffre e anche delle persone che gli sono vicine. Ma da dove nasce la paura delle malattie? Quali sono le cause che la scatenano? Quali strategie o terapie possono aiutarci a superarla o almeno a tenerla sotto controllo? È possibile sconfiggere questo fantasma? Hans Morschitzky e Thomas Hartl cercano di rispondere a queste e altre domande in “Guarire la malattia che non c’è” (Apogeo, pp. 224, 15 euro). (Red)

LE “ARMI DI FAMIGLIA” DI FRANCESCA LANCINI

“Armi di famiglia” (Bompiani, pp. 240, 17 euro) di Francesca Lancini inizia con un biglietto, quello che la famiglia Vento, storici produttori di armi, ricevono da Olivia, la figlia più piccola. È un invito a tutti i membri della famiglia a riunirsi a casa. Così, per la prima volta dopo anni, si ritrovano insieme. Viviana, la madre: amministratore delegato, che gestisce le questioni affettive come fossero comunicati aziendali. Vittoria, la primogenita: conduttrice tv, con due figli in sovrappeso e una vita che si misura in numero di spettatori. Virginia, direttore marketing ossessionata dalle strategie: “Se il tizio di Brescia delle pompe funebri distribuisce anelli a forma di bara, non vedo perché non dovremmo farlo anche noi con i fucili”. Viola, doppiatrice: è davanti alla scelta più complicata per una donna. E Giacomo, il padre, che consuma le giornate nel silenzio del suo laboratorio. Tutti hanno un obiettivo: tenere nascosto qualcosa. Perché Olivia è l’unica a tardare? Perché al suo posto si presenta Elio, un giovane che si stabilisce in casa pilotando le dinamiche familiari? Lancini torna con un nuovo romanzo dal ritmo serrato: un ritratto di famiglia in un Nord di restrizioni emotive, fra insulti travestiti da complimenti e sguardi impietosi che sembrano porre un’unica domanda: esiste forse qualcosa di più comico dell’infelicità? (PO / Red)

UN NUOVO CASO DA RISOLVERE IN “UCCIDI IL PADRE”

Un bambino è scomparso in un parco alla periferia di Roma. Poco lontano dal luogo del suo ultimo avvistamento, la madre è stata trovata morta, decapitata. Gli inquirenti credono che il responsabile sia il marito della donna, che in preda a un raptus avrebbe ucciso anche il figlio nascondendone il corpo. Ma quando Colomba Caselli arriva sul luogo del delitto capisce che nella ricostruzione c’è qualcosa che non va. Colomba ha trent’anni, è bella, atletica, dura. Ma non è più in servizio. Si è presa un congedo dopo un evento tragico cui ha assistito, impotente. Eppure non può smettere di essere ciò che è: una poliziotta, una delle migliori. E il suo vecchio capo lo sa. Le chiede di lavorare senza dare nell’occhio al caso e la mette in contatto con Dante Torre, soprannominato “l’uomo del silos”, esperto di persone scomparse e abusi infantili. Di lui si dice che è un genio, ma che le sue capacità deduttive sono eguagliate solo dalle sue fobie e paranoie. Perché da bambino Dante è stato rapito e, mentre il mondo lo credeva morto, cresceva chiuso dentro un silos, dove veniva educato dal suo unico contatto col mondo, il misterioso individuo che da Dante si faceva chiamare “Il Padre”. Adesso la richiesta di Colomba lo costringerà ad affrontare il suo incubo peggiore. Perché dietro la scomparsa del bambino Dante riconosce la mano del “Padre”. Ma se è così, perché il suo carceriere ha deciso di tornare a colpire a tanti anni di distanza? E Colomba può fidarsi davvero dell’intuito del suo “alleato”? Tutto questo è “Uccidi il padre” (Mondadori, pp. 300, 18 euro) di Sandrone Dazieri. (Red)

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