New York, 30 mag – Gino Gullace (Reggio Calabria, 1918 – Milano, 1990) fu tra i primi corrispondenti italiani dagli Stati Uniti. Giunto a Rochester e poi a New York agli inizi degli anni ’50, in breve tempo divenne uno degli indiscutibili punti di riferimento intellghengia italo-americana: nome tutelare, pater familias, doge, uomo-chiave e monarca della “Rizzoli Corporation” al 712 della Fifth Avenue, luogo simbolo dell’italian-style, punto di incontro di giornalisti, attori, manager, di artisti e belle donne in cerca di creatività italica nella Grande Mela. Autore di innumerevoli reportage su Oggi, l’Europeo, il Progresso Italo-Americano, National geographic, diede il meglio di sé nel raccontare le storia, le conquiste, le esasperazioni, le follie, gli edonismi e gli idoli tecnologici della società americana e della sua città più grande ed effervescente. Non furono però, propriamente le ragioni e le vicende della contemporaneità statunitense ad appassionarlo: ciò che gli interessò rimase la sua origine mediterranea, calabrese e “magnogreca”.
(red)