Ventisette anni fa, a Bologna, nasceva Telefono Azzurro, la prima linea telefonica di ascolto e aiuto per bambini e adolescenti in difficoltà. Oggi, su di una immaginaria torta di compleanno, non campeggiano 27 candeline, ma c’è la luce di 1.900 persone che solo questo anno hanno ricevuto soccorso dall’Associazione che tutela i diritti dei bambini. Quasi 110 mila telefonate che hanno ricevuto puntuale risposta, 10 mila volontari che con professionalità ogni giorno si sono confrontati con i ragazzi, i loro genitori, gli insegnanti con interventi che mettono al centro i valori della comprensione, della tolleranza, del rispetto reciproco.
ORA ANCHE UN’APP – È di queste ultime ore, inoltre, il lancio della “App” collegata al 116000, il numero unico gratuito europeo, raggiungibile da telefonia fissa e mobile, attivo in 27 paesi dell’Ue (più Serbia e Albania). Sulla base di un protocollo d’intesa firmato nel 2009 con il Ministero dell’Interno, Telefono Azzurro, in stretta collaborazione con le forze dell’ordine, aiuta ad attivare tutti gli strumenti necessari al tempestivo ritrovamento dei bambini scomparsi. Attraverso questa applicazione, la prima in Europa per gli I-phone (a breve seguirà quella per i sistemi basati su Android) è possibile infatti geolocalizzare chi richiede l’aiuto o invia una segnalazione, permettendo di individuare con precisione il luogo da cui arriva la comunicazione. E non è cosa da poco, considerato che in caso di scomparsa le prime 72 ore giocano un ruolo fondamentale: grazie all’iniziativa di Telefono Azzurro sarà possibile ridurre il rischio di indicazioni generiche ed imprecise, che possono intralciare il buon esito delle ricerche e la salvaguardia del minore.
