(16 giu) Il ministro della giustizia cinese, nell’aprile 2003, scelse Roma per annunciare, nel corso di una visita al Consiglio nazionale del notariato, l’adozione da parte del suo Paese del modello latino, mentre nell’aprile del 2010 una delegazione del notariato cinese seguì un corso di formazione a Roma, organizzato dal nostro ministero degli Esteri, dell’Unione internazionale del Notariato e dal Consiglio nazionale del Notariato, sul tema “Il Notariato latino nella società moderna”. Questo proficuo rapporto di collaborazione continua con il memorandum, firmato nei giorni scorsi a Roma, tra il notariato italiano e il notariato di Shanghai per il rafforzamento del sistema di cooperazione giuridica. “L’iniziativa – che si svolge sotto l’egida dell’Uinl, Unione internazionale del notariato – è frutto di un progetto di collaborazione col notariato cinese che ha come obiettivo quello di incrementare lo scambio di informazioni a livello internazionale e far conoscere le peculiarità distintive del modello italiano riconosciute come eccellenza a livello mondiale – spiega una nota del Consiglio nazionale del notariato -. Dal 1993, infatti, i notai cinesi sono interessati al sistema notarile di controllo preventivo dei pubblici registri (immobiliare, societario, dello stato civile), all’analisi delle tecniche giuridiche per la redazione dei contratti in materia immobiliare e societaria, nonché allo studio della normativa fiscale, di antiriciclaggio e all’esame del sistema di censimento e mappatura della proprietà immobiliare”. Dal 2003 la Cina, dopo aver approfondito il funzionamento e il rapporto tra costi e benefici dei sistemi di “common law” e “civil law” per lo sviluppo economico generale, ha deciso di adottare il sistema del notariato latino (civil law) presente in 85 paesi nel mondo tra cui 22 dei 28 paesi membri dell’Unione europea. (Red)