(16 giu) “Condominio Occidentale” è un condominio speciale: è popolato da 16 attori non vedenti, ipovedenti e normodotati. Tratto dall’omonimo romanzo di Paola Musa – vincitore del premio Chàmbery Premier Roman 2009 e del premio Primo Romanzo Città di Cuneo 2009 – lo spettacolo smaschera i tanto diffusi, quanto banali, preconcetti sulla disabilità. Non solo. Evidenzia i temi sociali del nostro presente: la violenza sulle donne, la povertà, la solitudine e la contraddizioni di una società che promette pari opportunità ed è incapace di mantenere l’ impegno. E ora, dopo il successo riscosso nelle ultime stagioni (quattro anni fa debuttò in una piccola sala romana suscitando l’interesse di pubblico e stampa e che da quel momento non si è più fermato) e dopo aver ricevuto numerosi premi e riconoscimenti (il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha conferito allo spettacolo una propria medaglia di rappresentanza) lo spettacolo si prepara a sbarcare in Europa: “Condominio Occidentale” andrà, infatti, in scena questa sera al Babel F.A.S.T: Festival di teatro internazionale in programma a Targoviste (municipio della Romania, capoluogo del distretto di Dâmboviţa). Dopo la tappa in Romania la compagnia – nei prossimi giorni – si esibirà in Germania, Francia, Spagna. “Si tratta di una nuova occasione, di un’ulteriore tappa di questo lungo viaggio – racconta la regista Tiziana Sensi – in cui abbiamo incontrato tantissimi giovani”. Lo spettacolo teatrale si muove su un doppio binario, quello dell’emergenza sociale e quello dell’integrazione tra mondo della disabilità e mondo giovanile. “Siamo felici di portare in Europa questo lavoro – continua – il tema che trattiamo, ‘le nuove povertà’ coinvolge ormai tutta l’Europa e un confronto con altri Paesi non potrà che arricchirci ulteriormente. Questo spettacolo – prosegue Sensi che insieme all’autrice del romanzo ha firmato l’adattamento teatrale – è uno spunto per sensibilizzare i giovani a tali argomenti, affinché l’esperienza dell’altro sia un arricchimento e non motivo di paura e rifiuto. Affinché diventino protagonisti del proprio futuro superando le ingiustizie e tutte le barriere della diversità”. (Gil)