Sono stati 2339 gli scioperi dei servizi pubblici proclamati nel 2013, con 666 giornate di astensione dal lavoro, venti delle quali solamente a Roma e praticamente due scioperi al giorno. Le sanzioni emesse hanno avuto un valore totale di 113.700 euro, di cui 35 mila per il trasporto aereo, 12,5 mila al settore dell’ igiene ambientale. Per il trasporto pubblico locale, invece, “soltanto” tremila euro di multe. Dati comunque troppo alti, secondo il presidente della commissione di garanzia sullo sciopero nei servizi pubblici Roberto Alesse, e che testimoniano “dell’ uso sconsiderato del diritto di sciopero utilizzato da sindacati di incerta rappresentanza come strumento di legittimazione” che si risolve “in uno sterile rituale, privo di effetti concreti”. Discorso valido soprattutto per il settore dei trasporti dove “la conflittualità desta altresì particolare preoccupazione e dove il dato globale, vale a dire la somma degli scioperi sia nazionali che locali registra nel 2013 ben 293 astensioni”. Piuttosto sarebbe necessario, spiega Alesse,”ricercare forme alternative di natura procedimentale volte a recuperare il valore della concertazione nel governo del conflitto”. La concertazione, “configurandosi come utile viatico per dare piena applicazione al principio pluralista di condivisione di scelte strategiche, rileva la sua massima efficacia soprattutto quando si tratta di gestire fasi di acuta crisi economica e sociale”. Per Alesse “è evidente che un efficace sistema negoziale di regolazione del conflitto ha bisogno di poter contare sulla solidità e sulla tenuta del sistema di contrattazione collettiva, che, deve essere opportunamente collegato ad una precisa verifica del criterio della rappresentatività sindacale”. Il garante, a questo punto, chiede che “venga aggiornata con urgenza” la legge sulla rappresentatività sindacale “come è stato riconosciuto, in modo trasversale, da tutte le parti sociali più responsabili, le quali, negli ultimi tre anni, hanno fornito, in virtù di una ritrovata ed apprezzata unità di intenti, dei segnali importanti”.
L’APPELLO DI GRASSO
Un auspicio formulato anche dal presidente del Senato Pietro Grasso, secondo cui “con grande senso di responsabilità tutte le parti sociali debbono unirsi nello sforzo di ricreare un’ atmosfera di unità e solidarietà per riprendere, insieme, la strada della coesione, l’ unica utile alla crescita economica”. Grasso che ha ricordato il recente sciopero dei lavoratori del sito archeologico di Pompei proprio come “episodio che ci ha dato la misura dell’ importanza e dell’ urgenza di adeguare la nostra legislazione in materia di sciopero nei servizi pubblici essenziali: anche se di portata limitata in termini di numero di persone direttamente coinvolte, la sua rilevanza risiede nella ricaduta negativa sull’ immagine del nostro Paese a livello internazionale”. (1 lug – Sis)