“Non c’è nessuna polemica tra noi e il governo tedesco in ordine alla gestione della stabilità. Noi pensiamo che si debbano condividere insieme le regole che ci siamo dati”. A dichiararlo è il presidente del Consiglio Matteo Renzi nel corso della conferenza stampa convocata oggi a Roma, al termine dell’incontro con il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso a Villa Madama. Il presidente del Consiglio nega dunque che ci sia uno scontro con il governo tedesco sulla interpretazione del patto di stabilità e assicura che “il rapporto con la Cancelliera Merkel è ottimo” ma parlando con i giornalisti aggiunge: “In Europa le regole devono riguardare la stabilità e la crescita, ma se parliamo solo di stabilità distruggiamo un pezzo di futuro”.
“LA BUNDESBANK NON SI OCCUPI DI POLITICA ITALIANA” – Nel corso della conferenza stampa Renzi ha commentato anche la posizione, molto critica nei confronti dell’Italia, del presidente della Bundesbank Jens Weidmann. “Credo che il compito della Bundesbank – ha detto Renzi in conferenza stampa – sia quello di assicurare il proprio obiettivo statutario e non di partecipare al dibattito politico italiano. L’Europa è dei cittadini europei e non dei banchieri, né tedeschi né italiani”. Nel corso della conferenza stampa Renzi ha parlato del progetto di riforme in “mille giorni”, dal settembre 2014 al maggio 2017, che riguarderà “il sistema fiscale, giudiziario, della pubblica amministrazione, della legge elettorale e dell’Italia intesa come macchina amministrativa” e che sarà “un percorso di cambiamento profondo. Mille giorni in cui il Paese potrà fare un percorso di riforme che è la necessità che avvertono i cittadini”. “L’Italia – ha detto Renzi – deve essere più semplice, se diventa più semplice diventa anche più forte”. “L’obiettivo – ha aggiunto il presidente del Consiglio – è fare di questo semestre di presidenza italiana, una occasione per restituire entusiasmo e speranza ai cittadini europei, loro sono il motivo per il quale ogni giorno lavoriamo”.
“IL MEDITERRANEO NON E’ IL MARE DELL’ITALIA” – Un lungo intervento Renzi lo ha dedicato alla questione dell’immigrazione, sollevata dalla domanda di uno dei giornalisti presenti alla conferenza stampa. “C’è un tema specifico di merito oggi che riguarda in particolar modo la Libia e un tema più ampio che riguarda in generale la politica migratoria. In queste ore abbiamo un numero di donne e uomini, bambini e bambine che arrivano sulle nostre coste che è record rispetto anche al 2011-2012, allora le problematiche erano legate soprattutto alle primavere arabe – ha spiegato Renzi -. L’allora governo scelse una strategia incentrata su Lampedusa, oggi la vicenda migratoria italiana riguarda soprattutto un Paese, la Libia da cui proviene circa il 96% della popolazione che attraversa il Mediterraneo, è evidente che non si tratta solo di cittadini libici. Si tratta di rifugiati che provengono dal Corno d’africa o dalla Siria. In questo scenario – sottolinea il presidente del Consiglio – il nostro primo obiettivo è quello di aiutare le autorità libiche a tutti i livelli per rendere effettivi i risultati elettorali e permettere l’aiuto dell’Unhcr. Questo percorso consentirà all’Unhcr di andare fisicamente in Libia e di gestire da lì, secondo le regole internazionali, i flussi”. “Poi – ha proseguito Renzi parlando ancora di immigrazione – c’è un tema che riguarda la politica europea. Il Mediterraneo non è il mare dell’Italia ma la frontiera dell’Europa, mi piace pensare che sia il cuore dell’Europa. E quindi occorre una politica europa che vada nella direzione di un rafforzamento di Frontex attraverso il progetto Frontex plus, soprattutto attraverso un maggiore investimento”.
BARROSO: “DA PRESIDENZA ITALIANA OBIETTIVI CONCRETI” – Nel corso della conferenza stampa Il presidente della Commissione europea Barroso ha assicurato “il massimo sostegno alla presidenza italiana che ha indicato obiettivi concreti che noi appoggiamo”. Barroso ha elogiato il governo Renzi definendolo “carico di entusiasmo e passione. Non si tratta solo di dichiarazioni pubbliche – ha detto – ma di una modalità di lavoro. C’è bisogno di collaborare , il governo con l’Europa”. I progetti di riforma del governo italiano, ha detto Barroso “sono in linea con le indicazioni dell’Unione Europea”. (Clr – 4 lug)