Lav e Four Paws International hanno unito le loro forze per salvare la giovane tigre sequestrata lo scorso dicembre a Mugnano, in provincia di Napoli, nel corso di un’operazione della polizia. Il trasferimento di Angela, questo è il nome dato all’animale, è iniziato questa mattina a Caserta e si concluderà con l’arrivo al centro di Rüsselsheim in Germania, un rifugio, per diverse specie di animali, di 7mila metri quadri, nell’ambito del quale è stata attrezzata un’area autorizzata dedicata alle tigri. Il trasporto della tigre è stato organizzato nei minimi dettagli da Four Paws International, che vanta un’esperienza pluriennale nel salvataggio di grandi felini maltrattati e nel loro trasporto (circa 75 gli animali, leoni e tigri, trasferiti negli ultimi quattro anni). “Il coinvolgimento della nostra associazione – dichiara Gaia Angelini, del settore Esotici della Lav – l’impiego delle risorse degli associati per finanziare questa operazione, la disponibilità di Four Paws International a organizzare il trasferimento di Angela presso il centro di recupero di Rüsselsheim, e la collaborazione con il Servizio Cites del Corpo Forestale dello Stato, che ringraziamo, la Procura di Napoli e il Garante per la tutela degli animali, del Comune di Napoli, hanno creato la sinergia necessaria a portare a termine questa importante operazione, resa inevitabile dalla drammatica carenza di centri di recupero di fauna esotica in Italia, e di risorse da impiegare nella tutela di questi animali”. La tigre, che all’epoca del sequestro aveva circa cinque mesi, era detenuta da sei mesi presso un parco di divertimenti nel casertano, dove era stata portata in seguito al ritrovamento degli agenti della polizia di Scampia in un casolare di campagna, rinchiusa in una gabbia e, secondo quanto riportato dalle agenzia di stampa, presumibilmente pronta per essere venduta.
UN GIRO D’AFFARI DI 2 MLD DI EURO ALL’ANNO – “Il fenomeno della detenzione di animali esotici e il commercio illegale di specie protette rappresenta una vera emergenza, italiana e internazionale – prosegue Gaia Angelini – l’Italia, in particolare, si caratterizza come uno dei nodi cardine di smistamento illegale di specie protette e prodotti derivati verso altri Paesi dell’Ue e verso Paesi terzi. Le stime sul traffico di animali esotici e dei loro prodotti derivati, inclusi quelli rigorosamente protetti, infatti, indicano che in Italia tale commercio raggiunge un giro d’affari di circa 2 miliardi di euro all’anno” (fonte Traffic-Wwf). Il problema è acuito dalla presenza dei circhi, che si stima detengano circa 2000 animali, e da almeno un centinaio di strutture (zoo o simil-zoo) che espongono animali esotici al pubblico, nella maggioranza dei casi senza regolare licenza di giardino zoologico come previsto dalla normativa vigente. “Riteniamo essenziale, quindi, una concreta politica di sostegno dei centri di recupero di fauna selvatica, senza la quale qualsiasi attività di contrasto da parte delle forze dell’ordine risulta impossibile. – aggiunge Roberto Bennati, vicepresidente Lav – La carenza di strutture idonee ad accogliere animali esotici, infatti, costituisce un freno rilevante allo svolgimento di attività di sequestro di tali animali quando ci sono delle condizioni di illegalità”. (Red – 11 lug)