Roma, 28 lug – Il dl cultura “ben si inserisce in quel plausibile percorso di rinnovamento e di miglioramento delle potenzialità culturali e artistiche del nostro Paese, da intendersi come insostituibile volano per la crescita economica dell’Italia, dopo una stagione che non ha brillato certamente per coraggio e lungimiranza operativa, ma mi ricollego ad una proposta emendativa da me depositata, orientata a rettificare lo stanziamento destinato all’Archivio museo storico di Fiume, riferimento indiscusso dell’attività di promozione della ricerca storica, di studio e di specializzazione nell’ambito della memoria della tragedia delle Foibe e dell’approfondimento storico degli eventi correlati.Un emendamento che, qualora non vi fosse stata l’apposizione della questione di fiducia, avrei provveduto a ritirare pur di depositare una richiesta di impegno al governo attraverso un ordine del giorno
Ricordo che lo stanziamento all’Archivio museo storico di Fiume, riconosciuto dalla legge n. 92 dei 2004, nota come “legge del ricordo”, è stato pesantemente ridimensionato nel corso degli ultimi anni, riducendosi al momento a poche migliaia di euro. Pertanto una struttura che si configura come l’esempio concreto di una memoria transnazionale condivisa, quella italiana e croata, è stata messa nella condizione di non poter più operare”. Lo dice il senatore di Per l’Italia, Aldo Di Biagio, in aula sul dl cultura: “L’Archivio rappresenta appunto, con le sue attività, con la sua storia e con il suo essere costantemente riferimento di emancipazione storico-culturale l’emblema della logica della condivisione di eventi storici che accomunano Paesi amici e vicini come la Croazia e l’Italia. Soprattutto in una stagione storico-politica vivace come quella attuale, la condivisione ha il merito di facilitare, se non ottimizzare le dinamiche di integrazione europea a livello regionale.
Tutto questo si colloca ben oltre le querelle storiche, ma si configura semplicemente come un atto di buon senso e di lungimiranza culturale, verso una struttura unica nel suo genere che attraverso il suo intenso lavoro di approfondimento e di confronto, anche tra istituzioni italiane e croate, si colloca in un percorso di fattiva integrazione europea”.
(Sis)