Città del Messico – Lo scorso dicembre il governo messicano ha approvato la riforma costituzionale che porrà fine al monopolio petrolifero e consentirà allo stato di stipulare contratti con società private, messicane o straniere, sia per le attività upstream (esplorazione e produzione) che downstream (raffinazione). Senza intaccare il controllo statale sugli idro-carburi, la riforma permetterà l’ingresso dei capitali privati nell’industria petrolifera. Per l’export italiano, gli effetti della riforma non riguarderanno soltanto le major petrolifere, ma avranno impatti anche per le società di impiantistica e di servizi, quelle specializzate nella produzione di macchinari per la trivellazione/fracking e di tubature per pipeline. L’incremento degli investimenti derivanti dalla riforma aprirà maggiori opportunità per le imprese operanti in tali settori. (9colonne)