“C’è una domanda che non ti hanno mai fatto?”. “Sì, non mi hanno mai chiesto cosa penso della Svizzera”. “Ti piacerebbe che te lo chiedessero?”. “No”. Questo il divertente dialogo in un’intervista in rete con Anna Pavignano, la scrittrice che fu compagna di lavoro e di vita di Massimo Troisi da cui l’autore Gian Paolo Mai prende spunto per mettere in piedi un recital commemorativo nel ventennale della morte del grande attore e regista napoletano. “Cosa ne penso della Svizzera”, questo appunto il titolo dello spettacolo in scena per la prima volta, domani sera, in occasione della 17esima edizione di Giffoni Teatro, a Giffoni Valle Piana (Salerno). Se il primo ospite della kermesse, Federico Salvatore, si era lasciato ispirare solo nel titolo da una celebre citazione di Troisi nel film “Non ci resta che piangere”, Gian Paolo Mai e Stefano Veneruso, nipote del maestro scomparso il 4 giugno 1994, scelgono Giancarlo Giannini e la sua straordinaria voce per segnare il percorso artistico e umano di Massimo Troisi: dai primi passi della Smorfia ai grandi successi cinematografici, ma anche momenti personali per aiutare lo spettatore a comprendere ancor meglio il carattere e l’ironia che aveva nella vita privata. Il tutto sarà arricchito da contributi video inediti e mai trasmessi, concessi e montati dal regista Veneruso. (4 ago – red)