(8 ago) L’emigrazione, il lavoro in miniera, la difesa della lingua. E poi l’Italia e le sue difficoltà, la fuga dei cervelli, la delusione dei talenti. E’ il mondo raccontato da Giacomo Lariccia – musicista e cantautore classe 1975 – che ha lasciato la sua città, Roma, 14 anni fa. Giacomo Lariccia si è trasferito – dopo aver percorso in autostop le autostrade d’Europa, chitarra in spalla – a Bruxelles: è li che ha trovato successo. E oggi il cantautore “emigrante” che vive in Belgio, non poteva non ricordare quanto accaduto la mattina dell’8 agosto del 1956 nella miniera del Bois du Cazier di Marcinelle: un terribile incidente uccise 262 persone di cui 136 italiani emigrati in Belgio per scavare nelle miniere di carbone. “La tragedia di Marcinelle ci ricorda che fino a pochi anni fa i disperati alla ricerca della dignità di un lavoro eravamo noi” dice l’artista romano che proprio a quel disastro ha dedicato un brano – “Sessanta sacchi di carbone” – che ha deciso di diffondere proprio oggi, in omaggio alle vittime della miniera. Della partenza per fame, delle baracche della seconda guerra mondiale date come alloggio ai minatori, del “vietato ai cani e agli italiani”: di questo e non solo canta Lariccia che racconta così “Sessanta sacchi di carbone”: “E’ una delle canzoni del mio ultimo disco (‘Sempre avanti’) e parla del ‘Patto del carbone’: un accordo fra Belgio e Italia che prevedeva per ogni minatore mandato in Belgio una determinata quantità di carbone ricevuta dall’Italia. Un accordo – sottolinea Lariccia – che cinicamente quantificava il valore dell’uomo e della sua dignità, cose che mai dovrebbero essere oggetto di scambio”. Nella tragedia di Marcinelle, il terzo disastro (per numero di vittime) nella storia dei minatori italiani emigrati all’estero, persero la vita 136 connazionali: 60 erano abruzzesi, di cui 23 dello stesso comune in provincia di Pescara, Manoppello. Gli altri provenivano da 13 delle 20 regioni italiane: Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Molise, Puglia, Sicilia, Toscana, Trentino Alto Adige, Veneto. (Gil)