(13 ago) Chi dice donna dice talento, creatività, passione. Nel caso di Sandra Savaglio dice anche ricerca, dice una delle scienziate italiane più famose all’estero. Dice un’astrofisica che ha portato in alto il nome dell’Italia nel mondo, da Monaco a Baltimora. E ora la “signora delle stelle” – che ha scelto qualche mese fa di rientrare in Calabria dopo 23 anni durante i quali ha lavorato usando i maggiori telescopi del pianeta – si prepara a ricevere il Premio Casato Prime Donne, che le verrà consegnato domenica 14 settembre a Montalcino. Il Premio ha scelto anche quest’anno un personaggio capace di dare un esempio ai tanti “cervelli” emigrati all’estero. Dopo astronaute, artiste, sindache minacciate dalla criminalità e sportive viene premiata l’astrofisica Savaglio: 47 anni, sportiva, giramondo, innamorata del cosmo. Nel 2004 il “Time” dedicò alla scienziate italiana la copertina e un titolo emblematico “How Europe lost its science stars” proponendola a simbolo della fuga dei cervelli. Ha appena lasciato, dopo più di otto anni, il Max-Planck Institute di Garching in Germania dove è stata fellow e senior research scientist. In precedenza è stata allo Space Telescope Science Institute di Baltimora negli Stati Uniti e prima ancora, dal settembre 2001 a febbraio 2006, ha lavorato presso la John Hopkins University della stessa città. Oggi la studiosa viene presentata dal Premio Casato Prime Donne come esempio delle donne che scelgono di scommettere sul futuro dell’Italia e tornano per costruirlo. La giuria del Premio è composta da Francesca Cinelli Colombini (presidente), Rosy Bindi, Anselma Dell’Olio, Anna Pesenti, Stefania Rossini, Anna Scafuri e Daniela Viglione. (Gil)